Sereni e Abbiati, Torino in due modi

Sereni e Abbiati, Torino in due modi

di Alessandro Salvatico

 

Torino-Milan di domenica sera sarà anche la sfida a distanza tra i due portieri, Sereni ed Abbiati. “A distanza” in senso letterale, visto che tutto il campo li separerà. Ma nella loro carriera ci sono dei punti che li avvicinano.

Christian Abbiati ha vestito la maglia del Torino per un anno,…

di Alessandro Salvatico

 

Torino-Milan di domenica sera sarà anche la sfida a distanza tra i due portieri, Sereni ed Abbiati. “A distanza” in senso letterale, visto che tutto il campo li separerà. Ma nella loro carriera ci sono dei punti che li avvicinano.

Christian Abbiati ha vestito la maglia del Torino per un anno, la stagione 2006-2007. In quella precedente aveva giocato con quella della seconda squadra cittadina, e arrivò in granata come acquisto di prestigio, con Taibi a fargli da secondo davanti a Fontana. Il campionato granata fu caratterizzato da grande sofferenza. La salvezza maturò proprio nel finale, quando ormai sembrava insperata, con il ritorno in panchina di Gianni De Biasi. Lui, Barone e Fiore sono i nomi da copertina della prima serie A cairota; e in buona parte saranno solo questo: copertina. Abbiati non sfigura, in maglia granata: ma da lui ci si attendeva fosse decisivo. Non lo è stato, se non in qualche occasione, come nella partita di Cagliari; ci sono stati anche diversi errori, in numero superiore alle aspettative. Soprattutto, Abbiati non riesce a farsi amare dal pubblico, essendone caratterialmente agli antipodi: riservato, assolutamente restio a palesare un’emozione, a volte l’ex-portiere della Juventus sembra quasi stufo e scontento di essere dov’é. Nulla gli vieta di esserlo davvero, ma i tifosi amano un atteggiamento un po’ più partecipe. A fine stagione, Cairo decide di non riscattarlo; come sempre, si scatenano le polemiche, perché nonostante siano pochi i punti fatti guadagnare alla classifica granata dal portiere, si tratta comunque di un giocatore di nome, e anche di buon valore. Polemiche che aumentano quando viene reso noto il nome del sostituto: Matteo Sereni.

Sereni, come Abbiati, inizia da giovane a fare esperienze ad alto livello: l’esordio in Serie A avviene a 20 anni. Sarà questo uno dei punti in comune tra le carriere dei due, che combaciano anche nell’aver vissuto una stagione all’estero: spagnola per Abbiati (Atlético Madrid), inglese per Sereni (Ipswich Town). Ma il prosieguo delle loro carriere prende strade diverse. L’attuale portiere del Torino subisce alcuni rovesci della sorte, come la non soddisfacente esperienza di Treviso, figlia di quella, più ampia, vissuta (anzi, patita) a Roma, sponda Lazio. Abbiati invece è un giocatore che ha sempre avuto le “spalle coperte”: cresciuto in una grande società, è rimasto sempre nella sua orbita, e questo gli ha permesso di non affondare mai. Ma se Sereni è affondato, poi è riemerso; in Po. E la sua Nazionale ora è il Torino, come dice lui stesso. Già, perché ad Abbiati non sono mancate le convocazioni in azzurro; mentre per Matteo…evitiamo l’argomento, già sviscerato. Un Sereni meno fortunato è però un giocatore che ora, negli ultimi anni (speriamo siano ancora molti, comunque) di carriera, trova soddisfazioni, felicità, rivincite, affetto. L’affetto di uno stadio e di una città, quello che Abbiati non ha avuto. La conferma da parte della società, che il suo predecessore non si è guadagnato.

Si sono sfiorati, i due numeri uno. La scorsa Estate, quando il contratto di Sereni rimaneva un’ipotesi, ed il Milan voleva acquistare un nuovo portiere; il migliore (a giudizio nostro, ma non solo) dello scorso campionato, ossia il granata, sembrava nelle mire di Galliani. La cosa non si concretizzò, né mai Matteo si mostrò interessato a lasciare Torino; e i rossoneri decisero allora di riprovare a dare fiducia ad Abbiati, scegliendo la soluzione interna.
Tutti contenti.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy