Sereni: ‘Voglio dimostrare tutto il mio valore’

Sereni: ‘Voglio dimostrare tutto il mio valore’

NOME: Matteo
COGNOME: Sereni
NATO: l’11-2-75 a Parma (per caso, ho parentele in Emilia, Veneto e Liguria che è la regione che preferisco e nella quale mi stabilirò)
STATO CIVILE: sposato con Silvia, hanno due figli Simone di 6 e Giorgia di 2
RUOLO: portiere
MODELLI: Battara e Preud’homme

NOME: Matteo
COGNOME: Sereni
NATO: l’11-2-75 a Parma (per caso, ho parentele in Emilia, Veneto e Liguria che è la regione che preferisco e nella quale mi stabilirò)
STATO CIVILE: sposato con Silvia, hanno due figli Simone di 6 e Giorgia di 2
RUOLO: portiere
MODELLI: Battara e Preud’homme
HOBBY: Pesca d’altura, però per quello che spendo in attrezzatura farei
prima ad andare a comprare il pesce in pescheria
LA FRASE: sono maturato al punto giusto

Si presenta in sala stampa il nuovo portiere Matteo Sereni, ragazzo sveglio,
simpatico, ironico ma anche deciso, insomma uno che sa il fatto suo, un portiere da Toro, totalmente diverso dal precedente.

Sereni ben arrivato, com’è nata la scelta del Torino?

Non ho scelto il Toro, ho avuto la fortuna di potervi approdare quando ormai pensavo di andare all’estero, e non ci ho pensato più di tanto, la trattativa si è svolta in tempi rapidi.

Come si presenta ai tifosi?

Sono un ragazzo solare che dà il massimo, data la mia esperienza penso di poter essere un punto di riferimento per i compagni più giovani, anche se da parte mia c’è tanta umiltà e serenità perché vengo da un periodo brutto nel quale mi hanno tolto quello che amo di più: la porta.

Quando ha giocato contro il Toro che impressione ha avuto?

Una tifoseria imponente, con un attaccamento importante alla squadra, tra i
tifosi granata c’è anche mio padre che, quando ha saputo che sarei venuto al Toro, si è messo a piangere recitandomi la formazione del Grande Torino.

Obiettivi personali per questa stagione?

A fine anno mi piacerebbe essere sul podio dei tre migliori portieri italiani.

Per un portiere è importante la continuità di gioco, il precampionato contro squadre di qualità potrà colmare la parziale inattività di questi ultimi anni?

Anche se non giocavo mi sono sempre allenato seriamente, anzi addirittura più dei miei compagni, quello che hai detto è vero ma si adatta meglio ad un secondo portiere, a inizio anno tutti si viene da un periodo di inattività e si riparte quindi tutti da zero, il precampionato più impegnativo sicuramente permetterà di accellerare l’amalgama della squadra che è nuova e di prepararla al meglio per l’inizio del campionato

Qual è la dote più importante per chi gioca nel suo ruolo?

La testa innanzitutto, che deve darti quella serenità necessaria per poter svolgere al meglio il tuo lavoro e poi quel pizzico di sana cattiveria che ci vuole per emergere e farsi rispettare.

Impressioni in questi primi giorni di ritiro?

Innanzitutto abbiamo una società seria che mette tutti, anche chi sa che potrebbe andar via, nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Sta nascendo un bellissimo clima in questo Toro composto da tanta gente, io per primo, che ha fame di calcio e voglia di dimostrare il proprio valore.

I tuoi nuovi compagni dicono che sei quello che tiene alto il morale della truppa, qual è il tuo cavallo di battaglia?

Bisogna essere un po’ giullari per rallegrare l’ambiente e far sì che il gruppo si cementi prima possibile, il mio cavallo di battaglia dicono che sia l’imitazione dei dialoghi tra Mancini e Mihajlovic

Conosceva già qualcuno dei compagni di squadra?

Quasi tutti.

Tra i compagni che ha avuto chi ricorda con maggior affetto?

Tanti, in particolare Negro, Mihajlovic e Chiappara che gioca nel Novara.

Tra gli allenatori invece chi ricorda con maggior piacere e perchè?

Eriksson per la signorilità e Delio Rossi perché aveva puntato su di me, poi ci si è messo di mezzo Lotito e la storia la sapete già.

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