”Siena per capire se siamo da serie A”

”Siena per capire se siamo da serie A”

di Stefano Rosso – La sala stampa della Sisport è pronta ad attendere l’arrivo del tecnico Giampiero Ventura per la sua prima conferenza stagionale di presentazione di una partita. La squadra in mattinata ha svolto la consueta sessione di rifinitura e partirà alla volta di Siena già nel primo pomeriggio: al termine dell’allenamento, però, Ventura si è trattenuto a lungo a bordocampo con Pratali.

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di Stefano Rosso – La sala stampa della Sisport è pronta ad attendere l’arrivo del tecnico Giampiero Ventura per la sua prima conferenza stagionale di presentazione di una partita. La squadra in mattinata ha svolto la consueta sessione di rifinitura e partirà alla volta di Siena già nel primo pomeriggio: al termine dell’allenamento, però, Ventura si è trattenuto a lungo a bordocampo con Pratali.

Il tecnico si presenta ai microfoni con la solita allegria ed esordisce comunicando la formazione che scenderà in campo: ”Coppola, D’Ambrosio, Di Cesare, Ogbonna, Parisi, Basha e Iori, Ebagua e Antenucci, Guberti e Stevanovic”. Molti cambi, ma c’è Ogbonna come punto fermo: ”Metto lui anzichè Pratali – scherza Ventura – perchè l’esclusione di Ogbonna chissà che putiferio di mercato alzerebbe”.

Non sono troppi gli allenatori che annunciano la formazione già il giorno prima della partita: ”Non credo sia troppo utile caricare troppa pressione sui ragazzi comunicando loro la formazione all’ultimo”. Sul Siena poi si è espresso: ”E’ una squadra completa, viene da un’ottima annata la scorsa stagione e si è rafforzata molto: il tecnico Sannino poi è un allenatore ostico da affrontare. E’ un test importante non se vinciamo e passiamo il turno, ma sulle nostre conoscenze di gioco: dobbiamo capire se siamo in grado di battere una squadra di serie A o almeno di mettere in difficoltà una squadra di livello superiore”.

Dopo trenta giorni di allenamenti abbiamo lanciato messaggi di professionalità e di carattere e la gente li ha colti cambiando l’atteggiamento nei nostri confronti: abbiamo lanciato messaggi di miglioramento, un’ottima base da cui partire, e la gente se n’è accorta e sta apprezzando”.

Sul gioco invece: ”Avere la presunzione di giocare come il Barcellona finisce per essere controproducente, oltrechè assurdo. Chi pensa che buttando un seme in un bicchier d’acqua nasca subito un platano è fuori strada: annaffiando giorno per giorno inizia a nascere un fuscello, poi qualche fogliolina e poi dopo tempo arriva anche il platano. In questo momento con la disponibilità dei ragazzi stiamo lavorando e crescendo: il nostro obiettivo dev’essere stupire, noi stessi e i tifosi e la vittoria è una conseguenza. Noi non dobbiamo scendere in campo sperando di vincere, ma con la certezza di averne tranquillamente la possibilità

Il tifoso a Torino è molto importante, per questo dobbiamo stupirlo: dobbiamo creare una cellula unica col pubblico della quale anche i tifosi si sentano parte integrante e si formi un tutt’uno”.

Una battuta la concede anche ai numerosi giovani in squadra: ”Abbiamo ragazzi di qualità, ma molti sono alla prima esperienza in una prima squadra. Alcuni riescono a maturare l’esperienza più velocemente, altri possono fare più fatica, ma devono crescere”.

Rolando Bianchi? ”E’ vivo, ma sapeva già da lunedì che non avrebbe giocato perchè era già stato in campo contro il Lumezzane. Non c’è nessun caso, giovedì non ha giocato perchè aveva un problema ad un ginocchio e si è allenato a parte, ma ripeto, sapeva già che col Siena non avrebbe giocato: bastava interpellare me negli scorsi giorni e vi avrei già fatto questo stesso discorso. Nel calcio c’è sempre una spiegazione a tutto, non ci sono misteri”.

 

(foto M.Dreosti)

 

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