Simone Rosso e un esordio sacrosanto: dai Pulcini alla Serie A, nel Torino si può

Simone Rosso e un esordio sacrosanto: dai Pulcini alla Serie A, nel Torino si può

Milan – Torino 3-0 / L’esordio di ieri sera è una grande soddisfazione per tutto il vivaio granata. Quell’intuizione di Benedetti…

 

E’ piuttosto chiaro a tutti: l’unica nota positiva della serata milanese per i colori granata è stata l’esordio in Serie A di Simone Rosso. Un premio che assume grande valenza per il giocatore, uno dei migliori elementi della Primavera di Longo, e per tutto il Settore Giovanile, che già era stato gratificato con il “battesimo” di Giovanni Graziano in Copenhagen – Torino (mentre per Facundo Lescano, l’altro giocatore della Primavera che ha esordito in Prima Squadra, il discorso è in parte diverso, essendo l’argentino arrivato in granata solo nel 2014).

L’INTUIZIONE DI BENEDETTI – Già, perché Rosso si può definire, a tutti gli effetti, come un prodotto fatto e finito del vivaio granata. Nato il 10 novembre 1995, Simone è cresciuto con addosso i colori granata, portato nei Pulcini del Torino tra il 2002 e il 2003 da Silvano Benedetti. L’attuale capo della Scuola Calcio del Torino era rimasto colpito dalla rapidità e dal modo di toccare il pallone di quel giovane e mingherlino ragazzo di Villafranca Piemonte. Un ragazzo che poi ha completato l’intera trafila del Settore Giovanile, diventando un valore aggiunto in tutte le formazioni in cui ha giocato, fino all’approdo in Primavera nel 2013.

GRANDE TECNICA MA… – Durante la sua prima annata nel massimo campionato giovanile, Rosso è stato penalizzato in parte dalla presenza di due “pesi massimi” per la categoria come Aramu e Gyasi, che occupavano il ruolo di attaccanti esterni nel 4-3-3 di Longo. Un po’ proponendosi come alternativa ai due titolari, un po’ cimentandosi anche nel ruolo di “falso nueve”, Simone è riuscito comunque a farsi largo facendo vedere ottime cose. Del resto, le qualità tecniche non sono mai state in discussione; le uniche riserve riguardavano la non eccelsa struttura fisica, fattore certamente rilevante nel calcio di oggi, che ha convinto la società, nell’estate scorsa, a rimandare il salto tra nel professionismo trattenendo il ragazzo come fuoriquota per la nuova Primavera di Longo. Con un compito chiaro: quello di fare la differenza.

TRASCINATORE – Un compito che lui è riuscito ad assolvere, favorito dallo sviluppo fisico e dal cambio di modulo (dal 4-3-3 al 4-2-4), che gli ha permesso di mostrare le sue qualità da esterno offensivo sinistro, la classica ala vecchio stampo, colui che crea la superiorità numerica e arriva al cross o al tiro in porta. A tratti in questa stagione è stato lui il trascinatore della squadra, quello che nei momenti più difficili si prende le responsabilità. Ed è diventato uno dei migliori nel suo ruolo in tutto il panorama Primavera.

Lo spezzone disputato da Rosso ieri sera (che ha potuto toccare ben pochi palloni, essendo il Torino ormai irretito e in bambola) forse non basta per dire che il Torino è tornato quello di una volta: una squadra che di anni in anno punta sui migliori del proprio vivaio, affiancandoli a giocatori più esperti. E certamente è inopportuno caricare il ragazzo, che dovrà dimostrare di poter essere protagonista nel professionismo a partire dalla prossima stagione, di troppe aspettative. Era giusto però che Rosso, e con lui tutto il Settore Giovanile, si prendessero quest’altra soddisfazione, se è vero che il primo obiettivo di un vivaio è quello di produrre giocatori. Ed era giusto dimostrare che il Torino può portare dei calciatori dai Pulcini alla Serie A.

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