Stellone gol, il Toro vola

Stellone gol, il Toro vola

Stellone gol e il Toro vola. Dopo una ripresa dominata, ma priva di grandi emozioni, la coppia Lazetic-Stellone regala alla squadra di De Biasi tre meritati punti che la proiettano al quarto posto a due punti dal Mantova. Un successo sognato da Cairo che in settimana aveva indicato nell’ex-genoano un potenziale protagonista del match. Per il cannoniere è il quinto centro in campionato e la ritrovata intesa con Lazetic,…

Stellone gol e il Toro vola. Dopo una ripresa dominata, ma priva di grandi emozioni, la coppia Lazetic-Stellone regala alla squadra di De Biasi tre meritati punti che la proiettano al quarto posto a due punti dal Mantova. Un successo sognato da Cairo che in settimana aveva indicato nell’ex-genoano un potenziale protagonista del match. Per il cannoniere è il quinto centro in campionato e la ritrovata intesa con Lazetic, messa a lungo in mostra durante la ripresa, lascia sperare bene per le prossime cinque partite. E’ stato un successo meritato, costruito con intelligenza e anche fortuna quello maturato nella canicola del Bentegodi, a conferma che, da qui a giugno, conterà saper gestire testa e fiato con astuzia. Vincente, sotto questo aspetto, si è rivelata la scelta di mister De Biasi di far allenare in settimana la squadra nelle stesse ore del match. L’allenatore è stato ripagato da una prestazione attenta che però, al solito, ha difettato nell’approccio dal momento che il Verona è partito a spron battuto, sfiorando la rete nei primi quindici minuti in almeno due circostanze: prima con Mancinelli e poi con una gran traversa colpita da Italiano, il migliore fra i veneti. Ciò nonostante la squadra dell’ex Ficcadenti incassa la quarta sconfitta consecutiva al termine di un match in cui poco ha fatto per centrare la vittoria. Dopo gli incidenti del pre-partita le due squadre si presentano con le formazioni annunciate. Il Toro-tipo con la sola novità del rientro di Brevi al posto di Orfei e con Muzzi alle spalle di Abbruscato mentre Lazetic e Ferrarese sono gli esterni di centrocampo. Nel Verona, assente Adailton, l’attacco è guidato da Sforzini e Rantier con Mancinelli in campo al posto di Mazzola. Dirige Mazzoleni, che si conferma un amuleto vincente per i granata. Il primo tempo va via veloce, con il Toro che fatica a prendere le misure ai pimpanti scaligeri salvo poi non mollare più il pallino del gioco una volta superato lo spauracchio di Italiano e sventato il tentativo di autorete di Brevi. E’ Muzzi a suonare la sveglia con un tiro di sinistro che si perde a lato di un soffio (16’). Quindi è Lazetic a mettere un pallone d’oro sulla testa di Abbruscato che impegna Pegolo senza però riuscire a segnare.

Nella ripresa, De Biasi sdogana la “brigata pelata” con Rosina dentro fin dal 1’, per un evanescente Ferrarese, e Stellone per Abbruscato (15’). Il ritmo non è particolarmente elevato ed è il Toro a fare la partita, senza però riuscire a impensierire troppo Pegolo. Balestri non ce la fa (5’) e viene sostituito da Nicola con Martinelli, oggi apparso molto nervoso, spostato a sinistra. Proprio il terzino, già diffidato, rimedia un ammonizione che gli costerà la squalifica nella prossima gara contro l’Avellino. Dal canto suo, il Verona si limita a controllare lasciando in avanti il solo Sforzini poi rilevato da Aurelio e difendendosi a volte anche in otto. Esce anche Italiano, il migliore dei suoi, per Mazzola (tanto nomini) ma la sostanza non cambia. La supremazia dell’undici granata non fa registrare grosse emozioni e la partita rimane preda del caldo e della noia. Guarente sostituisce Munari, ma le occasioni latitano. Poi, improvvisa, arriva la rete di Stellone che va a deviare imparabilmente di testa un traversone di Lazetic, il migliore fra granata. Al 90’ è Taibi a regalare un ultimo brivido ai tremila tifosi della Maratona itinerante uscendo a vuoto su un calcio d’angolo, ma il Verona non ne approfitta. E’ un successo che proietta il Toro al quarto posto in una giornata in cui le vittorie di Catania, Mantova e Brescia sanciscono quasi definitivamente la promozione diretta dei siciliani.

 

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