Sudore, carattere ed onore a Superga: Pryyma sa cos’è il Toro

Sudore, carattere ed onore a Superga: Pryyma sa cos’è il Toro

Focus on / Impegno, corsa e rispetto dei valori: il ragazzo che resistette a Doneck durante la guerra, si sta prendendo il cuore dei granata

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Che Vasyl Pryima abbia già – per pura biografia – una più che vaga idea su cosa significhi il senso di appartenenza – in maniera molto profonda – lo si sa, e se non lo si sa, questa è l’occasione giusta per conoscere meglio la storia di un giocatore che sul campo, con la maglia granata, deve ancora dire tutto (appena 5’ per lui contro il Cesena in Coppa Italia), ma che in passato ha saputo dimostrare la propria mentalità.

Ai più attenti, non saranno sfuggite (documentate anche qui su TN) le tante foto del giocatore alla Basilica di Superga: una meta, che l’ucraino classe ’91 sembra apprezzare particolarmente, essendovisi recato “in pellegrinaggio” già in diverse occasioni. Un uomo, dunque, che ama farsi carico di tradizioni, che si lega profondamente al contesto in cui si trova, e la prova inopinabile di tutto ciò sta nella storia della sua esperienza al Metalurg Doneck. Arrivato nel 2008, Vasyl diventa una bandiera del club, portandolo sino all’Europa League, e attirando su di sé lo sguardo di diverse squadre. Poi, però, il 6 aprile 2014, militari separazionisti filo-russi occupano le istituzioni di Doneck e delle regioni limitrofe, dando di fatto il via alla crisi Russo-Ucraina, e alla cosiddetta Guerra del Donbass. Il giocatore riceve, durante l’estate di quell’anno di tensioni e violenze, offerte di trasferimento da parte di alcuni top club nazionali, oltre che della Dinamo Mosca, ma la sua risposta è no. Vasyl dice no: sia ai connazionali, sia agli “odiati” russi, e rimane a Doneck, in una città che definire “difficile” in quel particolare periodo storico sarebbe eufemistico, durante una guerra che nel luglio 2015 farà fallire addirittura la squadra, trasformandolo da promettente giocatore, a svincolato in cerca di una maglia. E qua si arriva ad ottobre, al Toro, e si torna dove avevamo iniziato: cioè a Superga.

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Un selfie di Pryima durante uno dei suoi pellegrinaggi a Superga

Infatti, Pryima, con i suoi gesti semplici e il suo profondo rispetto verso la leggenda granata, ha dato prova di aver ben chiaro in testa cosa vuol dire credere in certi valori, e dare tutto quello che si ha (e si è!) per difenderli. In questi suoi due mesi e mezzo di Torino il giocatore sta imparando l’italiano, si sta inserendo negli schemi di Ventura, e piano piano potrebbe diventare una pedina utile, pur partendo in fondo nelle gerarchie del tecnico. I compagni granata parlano di lui come un uomo dal grande carattere, che durante allenamento non si risparmia mai. Ventura lo ha testato per qualche minuto in Coppa Italia e la risposta del difensore – seppur molto parziale visto il pochissimo tempo a disposizione – è stata di ottimo auspicio. Ad ogni modo, per ora non si può ancora giudicare il Pryima giocatore, ma Vasyl, l’uomo,ha già avuto modo di farsi conoscere per ciò che è. Se la maglia da titolare non è ancora arrivata, il rispetto di tutti, dai compagni a Ventura, passando per i tifosi, lui – in qualche maniera – se l’è già guadagnato. E, francamente, è giusto così.

2 commenti

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  1. Maroso - 2 anni fa

    Auguro a Vasyl Pryyma di radicarsi a Torino, difendendo i valori del Toro e diventando una colonna portante della nostra squadra: quei 5 minuti in coppa sono un buon biglietto da visita. Auguri Vasyl a te e famiglia per le Fest e a presto in formazione!

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  2. masterfabio - 2 anni fa

    Pryyma…o poi spero di poterlo giudicare anche per quello che fa in campo.
    Speriamo Ventura gli dia un pò di spazio, magari facendo riposare Bovo che mi sembra ne abbia bisogno.

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