Superga, l’omelia di Don Robella: “Gli Invincibili stelle che ci guidano”

Superga, l’omelia di Don Robella: “Gli Invincibili stelle che ci guidano”

4 maggio / Le parole pronunciate all’interno della Basilica

di Lorenzo Bonansea, @BonanseaLorenzo

4 maggio, giornata sacra granata. Come tradizione, omelia per Don Robella, che ha così parlato nella Basilica di Superga in presenza della squadra e dei tanti avventori: “Guardando il cielo vedevi le stelle e ovviamente anche la costellazione del Toro. Una volta le stelle servivano ai naviganti per orientarsi, anche noi abbiamo la fortuna di avere delle stelle che ci guidano: gli Invincibili. Non si può costruire la storia che hanno costruito le stelle, noi costruiamo la nostra col compito di continuare quel cammino, non di fare lo stesso. Nella vostra vita potrete vincere trenta scudetti e le Champions, ma quello che succede qui non succede da ogni altra parte del mondo. Qui si viene misurati secondo l’amore. Chi è qui per la prima volta sarà un po’ stordito, perché qui capita qualcosa di unico, di fantastico. Ognuno di voi ha scelto una loro maglietta per andare in campo, in quel momento voi siete il Toro”.

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Il Don ha poi continuato: “Loro non era solo giocatori, ma rappresentavano l’identità del Toro. Quest’anno è stato l’anno dei lutti, abbiamo salutato tante personalità. Abbiamo perso Mondonico, Carla Maroso, e anche Sauro Tomà. Questo è il 4 maggio dove noi capiamo di essere oltre, che non dobbiamo guardarci indietro. Quando papà e mamma non ci sono più, ci tocca essere genitori, avere delle responsabilità. Da oggi questa storia tocca a noi, da oggi siamo chiamati ad essere noi gli unici e indivisibili. Che Toro vogliamo far vedere ai nostri bambini? Cresceranno bene solo se ci vedranno uniti, se vedranno amore nel voler costruire la storia. Coloro che erano figli diventeranno padri, e anche per noi deve essere cosi. Dai figli recuperiamo l’innocenza.

Infine, tirando le fila: “Da oggi per guardare quel Toro dobbiamo guardare in alto, là dove brillano le stelle e dove le stelle possono illuminare il nostro cammino”.

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  1. rokko110768 - 3 mesi fa

    Predica bellissima, profonda e semplice in fondo. Essere del Toro vuol dire esser uomini che amano e lottano. Come lo erano Gli Invincibili.

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  2. robertozanabon_821 - 3 mesi fa

    È dura convincere gli asini a diventare cavalli.
    Semplicemente non ci riescono.
    Non si può rimproverare qualcuno per ciò che non è e non sarà mai.
    Il talento si può allenare, coltivare e migliorare, altrimenti ci si allena solo alla fatica.
    Noi abbiamo bisogno sì di tanto cuore e sacrificio, ma anche di talento. E molto.

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  3. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 mesi fa

    Belle parole. Mi piacerebbe che entrassero nel cervello di alcuni giocatori “potete vincere trenta scudetti e le Champions, ma quello che succede qui non esiste in nessun’altra parte del mondo”

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    1. user-13746076 - 3 mesi fa

      Verissimo. Magari entrassero certi pensieri in alcune teste.

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