Taibi ‘Il Toro è una scelta di vita’

Taibi ‘Il Toro è una scelta di vita’

di Stefano Brugnoli

 

La squadra granata continua la sua preparazione a Sappada e in mattinata si sono svolti esercizi in palestra e dei test atletici sul campo. Oggi a parlare in conferenza stampa è stato Massimo Taibi, uno degli artefici della promozione.

A seguito delle polemiche dell’anno scorso come si vive il calcio nel sud?

L’esasperazione è…

di Redazione Toro News

di Stefano Brugnoli

 

La squadra granata continua la sua preparazione a Sappada e in mattinata si sono svolti esercizi in palestra e dei test atletici sul campo. Oggi a parlare in conferenza stampa è stato Massimo Taibi, uno degli artefici della promozione.

A seguito delle polemiche dell’anno scorso come si vive il calcio nel sud?

L’esasperazione è certamente superiore che al nord, c’è un attaccamento più morboso alla squadra, forse perché si hanno meno alternative. Questa è la differenza principale che trovo tra fare calcio al nord e al sud.

Quali sono state le sue più grandi soddisfazioni in carriera?

Ne ho avute tante, soprattutto la prima promozione in A col Piacenza, il gol e la promozione miracolosa della scorsa stagione. Quest’anno più che una parata da ricordare, la cosa in particolare che mi ha fatto più piacere è stata l’ovazione e l’incitamento della curva dopo il gol subito col Verona, causato da un mio infortunio.

Come vede il Toro attuale in A?

Credo che quando la squadra sarà completata possa tranquillamente stare nella parte sinistra della classifica. Il presidente sta lavorando bene nel rinforzare la rosa, anche nel mio ruolo perché, come avevano promesso, c’era bisogno di due grandi portieri ed è per questo che sono rimasto al Torino, anche se avevo altre quattro offerte. La mia è stata una scelta di vita e anche se non ho un sito internet, i messaggi e gli attestati di stima che ho ricevuto personalmente e su Toronews hanno contribuito alla scelta.

Come vivrà ora la condizione di secondo?

Credo che nel mio ruolo siano giuste le gerarchie e se, come credo, sarà Abbiati a giocare, il Torino, che era già in buone mani, lo sarà ancor di più. Christian in me non troverà un rivale, perché in un gruppo non deve esserci rivalità, ma un collega onesto e sincero. Spero di trasmettergli serenità, dal mio canto lavorerò come se dovessi scendere in campo la domenica, anche se non dovessi mai giocare, dopo che quest’anno non ho saltato neanche un minuto. Grazie ai miei genitori non conosco la parola invidia e sono contento se un compagno sta bene e gioca bene.

Cosa farà dopo la carriera di calciatore?

Quando tra una “decina” di anni smetterò di giocare non mi dispiacerebbe fare il preparatore dei portieri, ma ci penserò al momento. Non trascurerò comunque mai la mia famiglia e cercherò di avvicinarmi a casa.

Tra poche ore arriveranno le decisioni sull’appello presentato dalle quattro società implicate in calciopoli. Cosa si aspetta?

Le sentenze di stasera non mi interessano, chi ha sbagliato deve pagare e questa non è un’occasione da perdere per ripulire l’ambiente.

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