Tecnico, modulo, uomini: quanti cambi nell’Atalanta rispetto all’andata

Tecnico, modulo, uomini: quanti cambi nell’Atalanta rispetto all’andata

Verso Atalanta – Torino / Reja, arrivato a marzo, ha cambiato modulo e atteggiamento della squadra: l’unico obiettivo è quello di fare in fretta i punti salvezza

 

Catenaccio con undici uomini dietro la linea della palla, Denis che marcava Maksimovic invece che il contrario, uno 0-0 portato a casa con soddisfazione. Questo è probabilmente ciò che ricorda il pubblico granata per quanto riguarda l’Atalanta vista nella gara di andata. Cinque mesi dopo, molto è cambiato a Zingonia e dintorni, a cominciare dal tecnico. Da una vecchia conoscenza granata a un’altra, da Stefano Colantuono a Edy Reja.

L’ALLENATORE – La classifica deficitaria e il coinvolgimento personale del tecnico romano nel caso calcioscommesse hanno convinto il presidente Percassi a esonerare un poco sereno Colantuono dopo la sconfitta patita con la Sampdoria il 1° marzo scorso. Sulla panchina degli orobici si è quindi seduto Edoardo Reja, uno dei decani del nostro calcio, uno con l’esperienza e l’intelligenza giusta per calarsi subito nella nuova situazione e portare l’Atalanta alla salvezza. Il bilancio dell’allenatore friulano fin qui parla di un percorso ancora immacolato ma con zero vittorie: tre partite, tre pareggi, con la zona rossa che dista quattro punti.

IL MODULO – Se Colantuono è sempre stato un fan del 4-4-2 (con la variante del 4-4-1-1), che poche volte ha abbandonato (una di queste proprio nella gara di andata col Toro, in cui scelse il 3-5-2 per appiattirsi a specchio sul modulo granata e affidare a ciascuno dei suoi giocatori un avversario da marcare a uomo), Reja ha introdotto un cambiamento repentino passando al 4-3-3, modulo che probabilmente sarà riproposto anche domenica. Difesa bloccata a destra (dove gioca capitan Bellini), meno a sinistra (dove corre Dramè);  centrocampo a tre, che si affida ai polmoni di Migliaccio e Carmona e al fosforo di Cigarini o Baselli; due ali che in fase difensiva arretrano a centrocampo, che possono due tra Emanuelson, Gomez e Moralez; una boa centrale, da scegliere tra Bianchi, Denis e Pinilla.

GLI UOMINI – Proprio l’attaccante cileno, che è stato concretamente nel mirino del Toro, è stato il principale arrivo di un mercato di gennaio che si è rivelato in realtà un po’ asfittico per una squadra così in difficoltà. L’Atalanta sembra infatti l’unica squadra che rischia di essere risucchiata nella zona retrocessione, e quelle che stanno sopra hanno già tutte oltrepassato quota 30 punti. E’ vero, è arrivato anche Emanuelson, che garantisce qualità in fascia, ma due soli arrivi non hanno certo aiutato molto la guida tecnica. Perlomeno è rimasto il pezzo pregiato Zappacosta, mentre ha salutato solo il giovane centrocampista Molina, in direzione Carpi.

Certo, ricorrere al cambio di allenatore a marzo denota grande difficoltà, oltre che il fallimento della programmazione estiva precedente. Ora come ora la missione affidata a Reja è una sola: fare in fretta i punti salvezza per poi resettare tutto e ripartire da zero, in vista della prossima stagione.

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