Torino, a Palermo si capirà se è davvero un nuovo Padelli

Torino, a Palermo si capirà se è davvero un nuovo Padelli

Focus on / Dopo l’accantonamento provvisorio in favore di Ichazo, il portiere di Lecco si è ripreso la porta con personalità, nonostante il momento difficile della squadra

2 commenti
Padelli

Che le porte girevoli abbiano restituito al Torino il Padelli protagonista che si aveva nella memoria? Verona, Sampdoria e Chievo hanno detto di sì. Le prestazioni dell’estremo difensore di Lecco in questi ultimi tre match di campionato ne hanno messo di nuovo in luce le doti, facendolo risultare sempre tra i più positivi in campo, in un momento in cui, di sufficienze, al Torino ne girano poche.

Le parate decisive di Padelli

Gare senza subire gol

SICUREZZA – Padelli ha risposto alla grande a tutti quelli che pensavano che la competizione con Ichazo potesse influire negativamente sulla psicologia dell’ex Udinese, che però si è messo in gioco da vero professionista: testa bassa per ritornare in pista e sgombrare la mente da quei pensieri nebulosi che, a detta di Ventura, ne avevano intaccato il morale. Non è stata una prima parte di stagione facile per il portiere di Lecco, spesso nell’occhio del ciclone per qualche errore di troppo e per la mancanza di personalità negli propri sedici metri. Soprattutto a quest’ultima obiezione le ultime prestazioni hanno risposto con orgoglio, mostrando un Padelli decisamente più reattivo e cattivo in area di rigore. Prese alte, uscite basse, controllo della difesa: se il Torino fatica a trovare il risultato la colpa non può essere certo imputata a lui, incolpevole sia sui gol della Samp (la girata di testa di Muriel e il colpo da biliardo di Soriano) sia su quelli del Chievo (l’autogol di Peres ed il rigore di Birsa).

Padelli, Le formazioni ufficiali di Torino-Verona
Padelli contro l’Empoli, nell’ultimo match prima dell’avvicendamento con Ichazo

IL FUTURO – Ora, per Padelli, si attende la prova del nove contro il Palermo: il confronto con Ichazo è sempre dietro l’angolo, e lui dovrà essere bravo a trasformare questa pressione interna in stimolo per dimostrare le proprie qualità sul campo. Il posto è tutt’altro che al sicuro, e i margini di miglioramento sono ancora ampli – il gioco con i piedi, ad esempio. Le tre giornate di break (Frosinone, Sassuolo, Fiorentina), tuttavia,  sembrano aver dato la scossa giusta all’estremo difensore granata le cui prestazioni dovranno costruire la base attorno a cui far nascere la nuova rinascita del Toro. Perché questa stagione prenda definitivamente una piega diversa, per entrambi.

2 commenti

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  1. magnetic00 - 11 mesi fa

    E’ stato provato troppe volte, e’ ora di spedirlo, come altri dieci suoi colleghi

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  2. Balon - 11 mesi fa

    Portiere d’albergo

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