Torino, a San Siro regalati un sogno

Torino, a San Siro regalati un sogno

Buonanotte Granata/ Il pensiero di Cristina Raviola: un mercato che non si sblocca e un Toro che vuol trovare continuità

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Dopo un trasgressivo sabato sera passato tra aspirine e sciroppo per la tosse, si avvicina il momento di dormire.

L’influenza mi ha già sistemato a letto da qualche ora, tenendomi occupata a far zapping tra Maria de Filippi e Lazio-Milan. Meglio riposare e cercare di farmi scendere la febbre, non sia mai che l’impresa a San Siro domani pomeriggio mi stanchi troppo: noi granata non “attendiamo la gara”, noi ci “prepariamo psicologicamente per la pugna”. Domani affrontare l’Inter (senza Meggiorini poi..) non sarà cosa semplice, anche se galvanizzati dai punti di Cesena che ci hanno dato un po’di respiro.

Ho ancora il cellulare in mano e mi scopro intenta a cercare qualche notizia del calciomercato del Toro, questa nuova telenovela dalla trama più incasinata di CentoVetrine, con una data di scadenza però e pochi colpi di scena. O forse il presidente non vuole spoilerare il finale? Certo, Maxi Lopez ci è piaciuto domenica, ma non basta. Quei rinforzi che dovevano arrivare, i reparti da potenziare, o più verosimilmente da stravolgere, e quella data buttata a caso, 10 gennaio: dov’è finito tutto questo? Quanto devo ancora aspettare per vedere comparire tra le notifiche qualche colpo di mercato?

Un messaggio mi scuote dai miei pensieri funesti: visualizzo la foto della mia nipotina che dorme con addosso la maglia granata numero 12. Sorrido e ripenso ai quei bimbi che vedo giocare sotto la Maratona, a quando quello scricciolo sarà più grande e la zia potrà portarla a respirare l’aria dello stadio. Penso a quei cuccioli che hanno l’orgoglio marchiato sul cuore, e sulla schiena portano nomi che l’anno scorso sembravano così pesanti, proprio gli stessi che il nostro presidente ha venduto, dando l’arduo compito a tanti genitori granata di spiegare ai torellini perchè quei nomi che loro hanno adorato non lottano più con noi. Il nostro calcio è fatto di sogni infranti? E dopo averli infranti, perchè non ne stiamo costruendo altri? Abbiamo bisogno di affezionarci ai nomi, ci sono rimasti pochi uomini-simbolo in questa formazione, forse uno (quel bomber che gioca in posizione un tantino arretrata…). Per altri la società probabilmente sta già preparando le valigie. Abbiamo bisogno di continuità, oltre che nei risultati, anche nell’aspetto emotivo di questo Toro. Per i cuccioli, e per i sentimentali come me.  

Presidente, salva i nostri sogni e costruiscine di nuovi.

Buonanotte piccoli e grandi granata…

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