Torino-Atalanta 1-2. La beffa è servita

Torino-Atalanta 1-2. La beffa è servita

SECONDO TEMPO. La ripresa si apre con l’occasionissima di Ruopolo, da poco entrato per Bjelanovic. Nel frattempo si scalda Gabionetta e al 16′ Lerda guadagna una bordata di fischi, poichè a lasciare il posto al brasiliano è Lazarevic. Si alzano cori dalla Maratona ma anche dagli altri settori dello stadio, per una decisione giudicata poco brillante. Gabionetta, dal canto suo, si mostra subito pimpante. Il brasiliano…

SECONDO TEMPO. La ripresa si apre con l’occasionissima di Ruopolo, da poco entrato per Bjelanovic. Nel frattempo si scalda Gabionetta e al 16′ Lerda guadagna una bordata di fischi, poichè a lasciare il posto al brasiliano è Lazarevic. Si alzano cori dalla Maratona ma anche dagli altri settori dello stadio, per una decisione giudicata poco brillante. Gabionetta, dal canto suo, si mostra subito pimpante. Il brasiliano comincia a destra poi, con l’ingresso di Pagano, si sposta a sinistra. L’Atalanta è pericolosa su qualche ripartenza, i granata pungono poco e una delle occasioni più ghiotta della ripresa è senza dubbio quella che capitano al capitano, quando su cross di Zavagno manca, tutto solo, la porta. Gara più volte spezzettata dai falli, nervosismo palpabile, vista anche la posta in palio. Idee apparentemente poco chiare sulla panchina del Toro: prima Bassi si prepara ad entrare poi, appurata la condizione di Rubinho, si prepara Obodo. Alla fine ad entrare in campo è Di Cesare. Scoramento sugli spalti quando è ancora Bianchi ad avere la pssibilità di andare a rete: bravo Peluso nell’anticipo, ma poco lucido il numero nove. Ed pè ancora Peluso al 46′ ad essereprotagonista, stavolta anticipando tutti su un bel cross dalla destra. Ma la beffa è dietro l’angolo: ancora una volta, quando il pari sembra praticamente cosa fatta, Bonaventura zittisce l’Olimpico. La sua conclusione da fuori area, supera Rubinho e colpisce il palo. La palla, danza sulla linea di porta e si insacca all’angolino opposto. La beffa è servita.

PRIMO TEMPO. Non è un match che il Toro può fallire, quello contro l’Atalanta. La promozione passa per la gara di stasera. E il Torino risponde presente. Gli uomini di Lerda scendono in campo con una determinazione e una cattiveria agonistica mai visti in questa stagione. Budel e De Feudis mordono alle caviglie a centrocampo, Lazarevic corre come una saetta, mentre Bianchi e Antenucci pressano a più non posso. Il tutto, mentre la Maratona sostiene la squadra con una intensità degna dell’importanza di questa partita. E così il Toro parte forte, anzi, fortissimo. Nei primi 10 minuti gli ospiti sono completamente in balia dei padroni di casa e vengono schiacciati senza pietà. Al 7′ Lazarevic reclama per un rigore, ma Doveri concede correttamente “solo” una punizione a due in area per gioco pericoloso. Il gol, però, non tarda arrivare. L’assedio non termina e durante una sfuriata granata, Antenucci sfrutta un rimpallo favorevole e batte in diagonale Consigli. L’Atalanata è in bambola, frastornata e lo stadio è una bolgia. Partita in discesa? Niente affatto. Passa 1 minuto ed ecco l’ennesimo Harakiri granata. Per la prima volta gli orobici si affacciano sulla trequarti di Rubinho e conquistano un angolo su cui la difesa granata gioca alle belle statuine. A Peluso non par vero e segna l’1-1. La gara diventa più equilibrata, c’è  grande nervosismo e tanta intensità. Ci sono occasioni per entrambe le squadre, ma verso la mezzora è di nuovo il Toro a prendere in mano le redini della partita, sorretta da un tifo sempre incredibile. Ma Consigli si supera in alcune occasioni e all’intervallo è ancora pareggio.

 

foto torinofc.it

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