Torino, il battesimo granata di Hart: prima il lavoro, poi il piacere

Torino, il battesimo granata di Hart: prima il lavoro, poi il piacere

Focus On / In 500 alla Sisport per lui, ma il portiere inglese non si distrae e si dedica con attenzione alla prima seduta agli ordini di Di Sarno. Poi si mostra disponibile coi suoi nuovi tifosi

Quello di oggi non è stato un mercoledì qualsiasi: era il primo giorno in granata di Joe Hart, arrivato ieri sera a Torino dall’Inghilterra, reduce dalla vittoria con la sua Nazionale nelle Qualificazioni Mondiali in casa della Slovacchia. Il portiere inglese ha svolto in mattinata il primissimo allenamento, tra campo e palestra, e poi nel pomeriggio c’è stato il primo contatto con i tifosi granata sul campo principale, dopo la grande accoglienza ricevuta lo scorso 30 agosto, il giorno della firma dell’accordo col Torino che ha stupito mezza Europa.

Oggi, sotto il sole della Sisport, erano in 500 solo per lui: al vederlo sbucare dal sottopassaggio, il pubblico granata si è scaldato subito. Hart, però, sapeva bene cosa fare: solo un cenno con la mano e un sorriso, poi dritti al lavoro sul campo, insieme al preparatore Di Sarno e ai colleghi Padelli e Coppola, per quello che è stato il primo giorno di lavoro del gruppo definitivo di portieri di questa stagione. Grande concentrazione e disponibilità, al fine di mettere subito a punto il feeling col gruppetto di lavoro, con il portiere valtellinese – lui che nel 2007 passò sei mesi nel Liverpool – ad aiutarlo con la lingua.

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L’allenamento, per il resto del gruppo, è stato prettamente tecnico-tattico: e a un certo punto della seduta, Hart ha potuto essere coinvolto nella prima partitella a tutto campo. Nessun grande intervento, ma qualche uscita in bello stile sia in presa bassa che con i piedi, e ogni volta che toccava la palla partivano grandi applausi. Solo a fine allenamento, c’è stato poi il tempo di dedicarsi ai suoi nuovi tifosi: in tanti lo hanno aspettato all’uscita, soprattutto tra i più giovani, per scattare una foto con un portiere di quelli che avevano sempre e solo visto in televisione.

Massima concentrazione prima, grande disponibilità poi; prima il dovere, poi il piacere, per un Joe Hart determinato a diventare protagonista nel campionato italiano e prendersi qualche piccola rivincita su chi a Manchester lo ha lasciato partire senza colpo ferire, dopo che aveva contribuito a fare la storia del club. Ora la testa va all’Atalanta, per aiutare la squadra a centrare un risultato importante.

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