Torino-Bologna, per Mazzarri accenni di rivoluzione tattica: e Donadoni è travolto

Torino-Bologna, per Mazzarri accenni di rivoluzione tattica: e Donadoni è travolto

Testa a testa / Il neo tecnico granata stravince il duello in panchina. Ma cosa ha cambiato? I primi segnali sono già emersi, forti

di Federico Bosio, @fedebosio19

Torna a vincere e convincere, a divertire e divertirsi, e riceve meritati applausi a fine partita: il Torino di Mazzarri è già realtà, e la trasformazione avvenuta nel gioco granata ieri pomeriggio ha inevitabilmente sorpreso chiunque abbia osservato la partita dal punto di vista tattico. Certo il nuovo tecnico, nei soli due allenamenti svolti alla guida della squadra, non può aver impresso chissà quale trasformazione o nuovo concetto nella testa dei suoi giocatori: eppure già ieri qualcosa è apparso decisamente diverso. Principi di rivoluzione tattica quelli emersi a sprazzi dalla sfida – impari – con un Bologna che esce con le ossa rotte: match totalmente dominato dai granata in ogni zona del campo, e confronto in panchina che vede Donadoni non reggere all’urto del dirimpettaio, schierando una formazione troppo rinunciataria e davvero timida in quelle poche (due, forse) occasioni nelle quali riesce ad impensierire Sirigu, al di là del calcio di rigore. Che cosa è cambiato nel gioco del Torino? Andiamo a vedere.

STESSO MODULO, MA… – Troppo pochi due giorni per attendersi stravolgimenti epocali, ed infatti Mazzarri riparte dal 4-3-3: il modulo più rodato, che i granata avevano utilizzato sino alla precedente partita. Tuttavia, come sottolineato dallo stesso tecnico al termine dell’incontro, c’è modo e modo di interpretare la medesima disposizione tattica. Ed ecco allora che i primi segnali di un netto cambiamento sono già evidenti; innanzitutto, la gestione del pallone: il Torino ieri pomeriggio ha giocato a calcio, mantenendo il controllo della sfera e del campo (il 58% di possesso palla finale è emblematico, soprattutto considerando che al termine della prima frazione il dato si aggirava attorno al 70%) e provando sempre e comunque a non gettare il pallone in avanti, alla rinfusa, ma facendo anzi partecipare tutti gli uomini alla manovra. Giro palla ancora, naturalmente, da perfezionare e sul quale lavorare ma che è già apparso decisamente più veloce del solito.

Altro elemento emblematico: l’aggressività, ragionata. Il neo tecnico aveva dichiarato nella conferenza di presentazione che gli sarebbe piaciuto giocare sempre con il baricentro alto ma che ovviamente sarebbe dipeso da contesto e situazione: contro il Bologna, la squadra era sensibilmente più avanzata rispetto al solito, con N’Koulou e Burdisso – ultimi uomini di movimento granata – che per quasi mezz’ora della prima frazione hanno addirittura stazionato sulla linea di centrocampo. Conseguenza di questo atteggiamento, una squadra nel complesso più corta e dunque con meno spazio tra i vari reparti: anche in questo caso si tratta di un cambiamento che ha sortito i primi immediati effetti, poichè i giocatori erano decisamente più vicini e questo ha favorito sia lo scarico e dunque la circolazione del pallone in fase di possesso, sia il pressing – finalmente collettivo e non individuale – in fase di non possesso.

IL RUOLO DI BASELLI – Infine, impossibile non notare un’altra innovazione: la costante ricerca della verticalizzazione, sottolineata dallo stesso Mazzarri nel post partita. Non lanci lunghi volti ad allontanare la sfera “alla cieca”, ma filtranti rasoterra. Filtranti rasoterra che sono arrivati anche dai terzini, sfruttati in maniera sensibilmente differente: più stretti verso i centrali in fase di difesa, De Silvestri e Molinaro hanno spinto però molto più del solito ed al momento di mettere il pallone in mezzo non hanno quasi mai optato per i traversoni alti, quanto piuttosto a tenere il pallone basso. Un 4-3-3 meno scolastico, con gli esterni offensivi a tagliare al centro e che ha finalmente beneficiato dei movimenti senza palla in tutti i reparti. Un Torino più votato all’attacco di quello di Mihajlovic – e non era semplice alla prima uscita – ma nel concreto e non solamente nel principio. Un bel Toro, frutto di un Mazzarri che surclassa il diretto avversario Donadoni. E quando quest’ultimo inserisce Donsah per costruire più manovra, il nuovo tecnico granata avanza Baselli in costante pressione su Pulgar, limitando in questo modo le fonti di gioco felsinee. Un adattamento tattico rilevante, a partita in corso…

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  1. elio70 - 4 mesi fa

    Se a metà del campionato siamo ancora in lizza per EL nonostante i lunghi infortuni del GALLO e LIJAIC e nonostante MIHA e il suo team, significa che i GIOCATORI ci sono, fatto salvo alcuni miglioramenti in corso. IL vero valore di MAZZARRI, che ritengo e spero sia un vero ALLENATORE, lo vedremo con le squadre di fascia alta e mi auguro che il DERRBY non venga più giocato dal TORO con quella sudditanza psicologica che raramente ci ha consentito di giocare una partita vera. La più grande soddisfazione sarebbe una bella vittoria del DERBY che procurasse la perdita dello SCUDETTO in campionato. Caro MAZZARRI, a noi non basta EL noi granata vogliamo VINCERE PRESTO anche un DERBY (impresa ancora più difficile visto quello che è successo ieri sera a Cagliari, SCAN-DA-LO-SO)

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  2. CUORE GRANATA 44 - 4 mesi fa

    Si ferma il calcio giocato( a noi toglie una preziosa settimana di lavoro) e l’attenzione si concentrerà sul Mercato(penso che qualche aggiustamento verrà fatto in entrata ed uscita anche per riequilibrare numericamente i vari reparti), ma qui vorrei richiamare due domande retoriche poste da A. Costantino nel suo articolo del 5 Gennaio e cioè: perché Cairo non reagisce alle offese sportive patite dal Toro e perché “l’azienda” Toro non viene portata ai livelli delle Sue altre attività? Le due domande ripropongono la vecchia diatriba pro\contro Cairo, diatriba che comunque non può che “certificare” alcune realtà 1 Cairo non è un mecenate e quindi di Suo ben difficilmente ripianerà eventuali disavanzi 2 L’Azienda Toro deve gestirsi in autofinanziamento cosa che difficilmente consentirà “voli pindarici”. Casualmente azzeccando la stagione si potrà anche andare in EL, ma per farlo in modo continuativo occorrerebbe una struttura societarià\finanziaria ben più corposa.3 Credo che Cairo volutamente tenga un basso profilo per il Toro in quanto “Urbano Vigile” è sempre molto attento a non pestare i piedi ai “poteri forti” del calcio( penso ad es ai criteri di riparto dei diritti TV) e non solo a quelli per non compromettere i suoi variegati business. Personalmente per il 2018 chiederei a Cairo l’attivazione di due iniziative concrete, volendo più che possibili, atte ad attestare se non amore almeno rispetto per la Storia del Club. LA PRIMA: completamento Fila\Robaldo, il tutto per un investimento di circa 3mln corrispondenti all’ingaggio lordo di taluni attuali giocatori. Su questo tema dopo “le fanfare” dell’inaugurazione del lotto 1 è calato un silenzio assordante! Cairo tace:disinteresse o sudditanza nei confronti della Città di Torino che al riguardo deve completare taluni adempimenti amm.vi ovvero timore reverenziale nei confronti della Sig.ra Sindaca, “la ragazza della collina”contigua alla ben nota “oligarchia Sabauda”?Quanto ci manca Don Aldo Rabino che senza remore di sorta avrebbe di sicuro già sollevato la questione! Pensiamo forse che la recente iniziativa editoriale “corriere Torino” sia avvenuta senza il placet della “Famiglia” proprietaria del “quotidiano cittadino” radicato da 150 anni e che di certo non teme la concorrenza del neonato foglio!LA SECONDA riguarda la politica da botteghino Stadio. Che tristezza vedere lo Stadio sempre più vuoto! E’ un aspetto che di certo non incentiva i calciatori! Cairo abbia il coraggio di dimezzare il costo degli abbonamenti ed aumentando gli spettatori presenti alla fine l’introito sarà all’incirca lo stesso. Storicamente l’AC Torino ha sempre praticato prezzi ultra popolari perché questo è il target dello zoccolo duro della tifoseria! In buona sostanza il Pres. rivitalizzi il rapporto Società\ Tifosi\ Territorio: di questo passo ci ridurremo ad una “riserva indiana” marginale e senza futuro magnum cum gaudium di quelli di Venaria!FVCG!!!!PS. Si hanno notizie del Museo Granata? Il Sig. Beccaria si stà attivando in concreto oppure si limita a fare “il Bolmida” quando si sale a Superga?

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  3. Filadelfia - 4 mesi fa

    Sono straconvinto che con Miha in panchina Torino-Bologna finiva nella migliore delle ipotesi in pareggio come successo con Genoa, Verona Crotone. Basta vedere come si è giocato più sereni e convinti nei propri mezzi oltre ad alcuni accorgimenti come il fraseggio per le ripartenze manovrate a scapito del lancio lungo. E poi il pressing di squadra e non isolato. Io allo stadio queste cose le ho percepite. Staremo a vedere il prosieguo ma sono fiducioso. Certo questa Atalanta è strepitosa, uno spettacolo da vedere x entusiasmo, capacità di gioco grazie ad un Allenatore con la A maiuscola.

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  4. granata - 4 mesi fa

    Ieri ho scritto che ora per Mazzarri viene il bello e vedo che brusbi dice in sostanza le stesse cose. Infatti il ritorno di Belotti e Ljajic (sia chiaro, due elementi sicuramente di valore) impone a Mazzarri scelte di uomini e di disposizione tattica. E non è questione di numeri (4-3-3, 3-5-2,ecc.), come ha detto acutamente lo stesso Mazzarri, ma di posizinamento in campo. A questo proposito qualche segnale positivo col Bologna il Toro l’ ha dato. Da Niang che ha giocato da vera punta centrale, a Baselli, che si è posizionato in mezzo al campo ed ha “diretto il traffico”,al gioco che non si è sviluppato solo sulle fasce per poi spegnersi in velleitarie corse sul lungolinea. Certo siamo stati favoriti dalla pessima prestazione di un Bologna cui nemmeno il “regalino” dell’ arbitro è riuscito a resuscitare. A proposito di Var, voglio sottolineare a gran voce che le immagini al rallentatore vanno viste da più posizioni e soprattutto interpretate correttamente. Insomma, bisognerebbe che i commetnatori di Sky facessero un corso di addestramento ai nostri arbitri. Non basta mettersi davanti a un video, dare un’ occhiata e decidere. Spesso un intervento vista di fronte dà una certa impressione, di lato un’ altra, e da dietro una terza. L’ immagine non rende poi bene l’ impatto. Ieri Verdi ha fatto un gran salto, mentre la punta del piede di Molinaro sfiorava la punta del suo piede. E lo si è visto quando Sky ha ripoposto da più fronti l’ immagine. Insomma, aveva più senso l’ ammonizione a Verdi (primo provveidmento) che il rigore.

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    1. maraton - 4 mesi fa

      il non plus ultra comunque si è visto ieri sera in cagliari vs merde.

      V.incerete
      A.ncora
      R.ubando

      robe da denuncia penale, si ignora bellamente il regolamento, la var, il buon senso…tutto per far rimanere in scia al napoli le merde

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  5. maraton - 4 mesi fa

    comunque non so quanto di mazzarri ci possa essere nella vittoria di ieri, ma è sicuro che quest’anno un TORO così l’avevo visto solo contro roma e lazio. poi qualcosetta ha fatto a liv. tattico secondo me, ma certo se bastava solo questo per asfaltare il bologna…..:-(
    ritengo che ieri forse i giocatori si sono impegnati un pochino di più, visto che il messaggio (a mio parere) è stato: “non possiamo cambiarne 11, allora cambiamo il conducator ma siamo pronti a dare un calcio in culo ad altri”.
    bisogna anche dire che i calciatori sono dei professionisti esemplari quando si tratta di difendere il proprio contratto o la posizione in squadra :-)
    e rimango convinto che quando vinco certe partite 2 a 0 contro squadre ampiamente alla portata i colpevoli principali siano gli interpreti in campo.
    detto questo io sono un fan di mazzarri ed il mio desiderio era che arrivasse al TORO, ma non volevo l’esonero, ritenendo a torto o ragione che veramente si sarebbe capito di che pasta era sinisa. la società ha deciso diversamente e probabilmente ha fatto bene,visto anche il rischio di svalutare il parco giocatori.
    quindi FORZA TORO!!!! e forza mazzarri!!!! da ieri sei il nostro tecnico e giustamente devi avere almeno il sostegno concesso a sinisa per 18 mesi

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    1. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

      Trovo ottimo il tuo commento. Ora il mister è Mazzarri e va sostenuto. Approposito di giocatori sensibili al loro contratto quanto si fermano per riposare poverini? Chiudo dicendo che secondo me con Mazzarri vedremo anche 1 bel 3232: Sirigu, n’koulu, Burdisso, Moretti, rincon, baselli,berenguer,lijaic,falque,niang Belotti. Magari a partita in corso o magari dall inizio ma se la squadra è corta si può fare e se girano bene ci sarà da divertirsi

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      1. maraton - 4 mesi fa

        ciao, non so che farà mazzarri, ma al sottoscritto piacerebbe vedere questa formazione almeno una volta:
        sirigu;
        bonifazi; n’koulou; lyanco;
        ansaldi; rincon; baselli; obi; barreca;
        ljajić;
        niang; belotti;
        non so quanto possa fare una formazione del genere, ed è dura tenere fuori in partenza uno come falque che potrebbe sia giocare al posto del serbo che di niang, però vorrebbe dire avere molteplici soluzioni a partita in corso che un buon allenatore può sfruttare per indirizzare la partita. inoltre avremmo gente come acquah, berenguer, boyè (che ieri ha fatto 4 cose in 10 minuti da urlo), de silvestri, molinaro, burdisso per le emergenze e sfido chiunque a trovare una panchina simile tolto inter, merde e roma

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  6. brusbi - 4 mesi fa

    Ho qualche perplessità sulla sussitenza effettiva delle innovazioni tattiche prodotte da Mazzarri. L’impressione è che il Bologna abbia assunto un comportamento troppo rinunciatario così da favorire il predominio granata.
    In ogni caso avremo dopo la sosta la risposta definitiva sul tema tattico che, in verità, non può prescindere dalla questione principale che riguarda la scelta e il posizionamento dei giocatori in campo.
    In fondo, date le assenze, non era difficile scegliere la formazione contro il Bologna (la stessa di Sinisa) ma con il ritorno di Belotti e di Lijaic è fatale dover scegliere gli uomini giusti e la posizione giusta in campo.
    Il destino del Toro, di quest’anno e dei prossimi, dipende da queste scelte.
    Mazzarri sceglierà e il campo, non noi, dirà se ha avuto ragione.

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  7. ribaldo - 4 mesi fa

    bologna nullo e squadra da oratorio che però aveva già vinto 5 (cinque) partite in trasferta.

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  8. Fantomen - 4 mesi fa

    Ieri abbiamo visto uno che non parla di spirito toro ecc …..e manda in campo un toro con uno spirito da toro ……

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  9. Fantomen - 4 mesi fa

    È pazzesco prima anche quando eravamo a meno 2 punti dall’eur Non ci credevo……ora sonno gasatissimo…..tornato sfegatato e appassionato…….FVCG

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  10. prawn - 4 mesi fa

    Mazzarri surclassa Miha piu’ che Donadoni, la differenza ieri e’ stato giocare a calcio come una squadra di Serie A e non un gruppo di ragazzi all’oratorio.

    Samp in crollo, la corsa e’ sull’Atalanta, ma son solo 2 punti, tutto ora e’ possibile.

    E la cosa principale e’ che non vedo l’ora che sia il 21 per guardarli contro il Sassuolo, mentre ormai ogni partita era attesa con una mano sui marroni

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    1. magnetic00 - 4 mesi fa

      Concordo su tutto

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  11. Mario66 - 4 mesi fa

    Analisi perfetta di Bosio. I cambiamenti tattici ed organizzativi erano evidenti. E questo in solo 3 giorni. E non prendiamoci in giro con il fatto che il merito della vittoria è anche di Miha. Come già detto più volte, a mio parere, la rosa è nettamente superiore alle squadre che sono in nostra compagnia ed a mio avviso superiore a quella della Lazio. Bisogna solo farla funzionare a dovere. Spero che Mazzarino ne sia capace.

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  12. user-13726000 - 4 mesi fa

    andiamoci piano,ieri di Mazzarri c’era ancora nulla.Buona che Sirigu ha parato il rigore ad un Bologna nullo.Good luck Sinisa,e gobbi maiali bastardi.Sempre.

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  13. Fantomen - 4 mesi fa

    Donadoni si era preparato ad affrontare Sinisa ……aveva dato io na settimana di riposo alla squadra…….ahahahahah

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  14. Junior - 4 mesi fa

    Evidentemente c’è stato un lavoro concentrato sul centrocampo, pronto a fare più filtro e centro della manovra. Il mercato di gennaio probabilmente porterà il vice Gallo e qualcuno tra centrocampo e difesa. Ho già sentito i nomi di Okaka e Laxalt.
    Quest’anno la vera scoperta sono i due portieri. Erano anni che non avevano entrambi a livelli alti.

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    1. Filadelfia - 4 mesi fa

      Laxalt sarebbe bel colpo come esterno sx. Ma ci vuole anche buona alternativa ad Obi che è troppo fragile. Poi ne vedremo delle belle secondo me. Cmq anche io ho notato subito cambiamenti tattici rispetto a Miha come riportato nell’articolo. Ho visto giocatori più sereni e liberi mentalmente. La giocata di Boyè nel finale x il gol di Falque mi rincuora xké Sabatini è uno che ha “fiuto” x i giovani talenti.

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      1. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

        Ciao filadelfia. Se devo dirla tutta penso che, se Mazzarri trova il modo di trarre il meglio da tutti, la squadra vada bene così (speriamo non mi legga il presidente). Acquah può essere una alternativa a tutti a centrocampo e anche in attacco le alternative non mancano…vedremo

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        1. renato - 4 mesi fa

          Sono d’accordo con granat…iere. Secondo me la rosa va già bene così e, quando rientreranno gl’infortunati, Mazzarri avrà la possibilità di provare parecchie soluzioni diverse. Si trattava soltanto (periodo di Miha) di mettere meglio in campo la squadra e soprattutto migliorare l’intesa tra i vari giocatori e i reparti evitando le giocate singole a favore del collettivo.

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        2. Filadelfia - 4 mesi fa

          Penso che alla Roma Sadiq panchinaro non vada bene. Quindi presumo tornerà alla base x essere parcheggiato altrove. Mazzarri cercherà secondo me di integrare la rosa x meglio attuare il suo modulo tattico. Giusta cmq osservazione che la squadra aveva bisogno soprattutto di un allenatore.

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