Torino-Bologna, Ventura contro Donadoni: le cosiddette grandi possono aspettare

Torino-Bologna, Ventura contro Donadoni: le cosiddette grandi possono aspettare

I tecnici / Sono fra gli allenatori più stimati, ma non hanno mai avuto possibilità di guidare squadre di prima fascia.

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Ventura

L’anticipo di questo pomeriggio che mette di fronte Torino e Bologna sarà anche l’opportunità di vedere contrapporsi Giampiero Ventura e Roberto Donadoni, due tecnici che da più parti vengono citati tra i più capaci della categoria, e che sono spesso stati accostati a squadre di primo livello, senza però mai compiere il grande balzo.

Donadoni una realtà un ambiente di primo livello l’ha vissuto, ma da calciatore. Era infatti uno dei protagonisti del formidabile Milan di Sacchi, come ala destra. Una carriera di altissimo profilo, che venne coronata dalle 63 presenze in nazionale e dal titolo di vice-campione del mondo del 1994 negli Stati Uniti. L’azzurro è stato anche il punto più alto della sua carriera da tecnico, e probabilmente anche il meno brillante: solo due anni a Coverciano, dal 2006 al 2008, quando raccolse la complicatissima eredità di una squadra reduce dal successo del 2006 e la traghettò fino agli Europei, terminati al cospetto della Spagna poi vincitrice. L’esperienza azzurra, tuttavia, Donadoni l’aveva conquistata in provincia, con i colori del Livorno, squadra che lasciò quando era al quinto posto in classifica. Dopo, le esperienze a Napoli (in un contesto ben lontano dalle ambizioni di oggi) e Cagliari, prima di approdare al Parma, che condusse alle porte dell’Europa League, negata (e concessa proprio al Torino di Ventura) per via dei problemi finanziari della società ducale, che si sarebbero rivelati in tutta la loro drammaticità nella stagione seguente, quella appena trascorsa, quando Donadoni fece il possibile per guidare una squadra in cui il gioco sul campo, ormai, era niente di più che una formalità.

Donadoni contro Ventura
Donadoni ai tempi del Parma: dalla gloria (sportiva)  al fallimento (societario)

In questa stagione, l’avvicendamento recente con Delio Rossi, e il rilancio di un Bologna che, nelle tre giornate sotto la sua guida, è già uscito dalla zona retrocessione. Dall’altra parte il tecnico lombardo troverà Ventura, anch’egli in fase di rilancio, dopo l’ufficialità del rinnovo la settimana scorsa e il successo sull’Atalanta che ha ridato morale a un ambiente deluso dopo risultati non positivi. Anche il tecnico doriano i risultati e i plausi più grandi li ha conquistati dalle piazze meno blasonate, fino ad approdare (190 panchine fa) al Torino, dove è partito un progetto di ricostruzione a lungo termine che negli anni ha dato i suoi frutti. Due allenatori alla guida di piazze esigenti, in piena fase di riprogrammazione – lo dimostrano i prolungamenti contrattuali in casa Toro – con orizzonti diversi ma con il comune intento di stupire. Perché le grandi squadre che attendono Ventura e Donadoni possono aspettare ancora un po’.

1 commenti

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  1. Maroso - 1 anno fa

    Le grandi squadre non hanno bisogno di uomini di cultura, difficilmente assoggettabili a Presidenti istrioni e a un pubblico schizzinoso. Grande merito a Donadoni e a Ventura di saper parlare a calciatori e pubblico, quando ha orecchie. Due galantuomini, che allenano due nobili del calcio italiano.

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