Torino, Bovo e Makismovic: il dualismo perfetto

Torino, Bovo e Makismovic: il dualismo perfetto

Focus on / I due hanno caratteristiche differenti, ma quando chiamati in causa entrambi hanno risposto al meglio. Le statistiche non danno un vincitore: Bovo e Maksimovic sono due ottimi difensori. Peccato che ci sia un posto solo.

 

Se esiste un dualismo nel Torino quello è rappresentato da Cesare Bovo e Nikola Maskimovic. I due difensori, infatti, hanno lo stesso ruolo, e solo contro la Lazio nella sfida di ritorno e in pochissime altre occasioni, sono stati schierati entrambi nella linea difensiva, a causa del turn-over orchestrato da Ventura per la gara di Europa League contro lo Zenit.

IMPIEGO E CONTRIBUTO – Dal punto di vista del minutaggio, e volendo prendere in considerazione solamente i match di Serie A, il serbo ha sicuramente avuto più chance rispetto all’esperto numero 5. Sono infatti 1770 i minuti giocati da Maksimovic, contro i 1090 di Bovo. Il serbo, inoltre, è riuscito anche ad incidere in zona gol, firmando un assist nella sfida del San Paolo contro il Napoli, poi persa dai granata.

PASSAGGI – Dal punto di vista dei passaggi, la loro percentuale di appoggi riusciti a partita è molto simile, ma vede il balcanico vincere il duello con l’87%, contro l’82 di Bovo, ma il primo ha un numero di tocchi superiore al primo. Interessante, poi, cercare di capire a chi sono indirizzati questi passaggi, prendendo come riferimento la direzione del tocco: il centrale ex-Cagliari ha una media a partita di circa 38 passaggi verso la metacampo avversaria, mentre Makismovic si ferma a 32. Il contro-dato, che prende come riferimento i passaggi all’indietro, invece, vede il serbo primeggiare leggermente sul numero 5: 18 i tocchi dello slavo, 14 quelli di Bovo.

DUELLI – Per quanto riguarda i dati riferibili alla fase difensiva, anche qui la situazione è di sostanziale pareggio. Maksimovic ha una media di 1.50 takle riusciti a partita, mentre Bovo si ferma a 1.2. Il serbo, dunque, vince più contrasti, ma ne prova anche un numero maggiore, aumentando così la potenziale forbice dell’errore. Se andiamo a vedere, infatti, i takle persi, Bovo ha una media bassissima, dello 0.5 a partita, mentre il serbo sbaglia molto di più: quasi 2 takle persi a partita per quanto riguarda la percentuale. Altro dato interessante, quello che fa riferimento ai contrasti aerei: qui la percentuale di successo vede primeggiare nettamente Cesare Bovo, con il 72% di contrasti aerei vinti, contro il 59% di Makismovic, con una sostanziale parità di numero di duelli in volo a match.

OLTRE I NUMERI – I numeri, comunque, non raccontano tutto, e come si evince non danno un vincitore assoluto. E’ quindi bene ricordare come si tratti nell’effettivo di due giocatori molto diversi. Bovo è un difensore molto esperto, abituato al campionato italiano e alla sua tattica, ed è ha sicuramente caratteristiche differenti dal serbo. Maskimovic, infatti, è meno portato alla conclusione rispetto al numero 5, ma molto di più al dribbling, con veri e propri assoli (alcuni molto rischiosi) in cui il classe ’91 cerca l’uno contro uno. In ogni caso, si tratta di due pedine che hanno fino qui dimostrato il loro valore, e che non hanno praticamente mai disatteso le aspettive su di loro: Bovo si sta confermando il giocatore che è sempre stato, forse addirittura migliorando alcuni aspetti tattici; Makismovic è cresciuto moltissimo da quanto è a Torino e si è dimostrato solido sia fisicamente che tecnicamente.

Un dualismo che, dunque, non ha fatto altro che incrementare le abilità di entrambi, garantendo a Ventura solidità e sicurezza nel reparto più delicato della squadra. Sta al tecnico granata, ora, giostrare i due difensori al meglio fino alla fine della stagione.

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