Torino, buoni segnali in trasferta: adesso cambia marcia all’Olimpico

Torino, buoni segnali in trasferta: adesso cambia marcia all’Olimpico

Approfondimento / I granata sembrano giocare più spensierati e convinti lontano dalle mura amiche, il trend casalingo va invertito

2 commenti

Nonostante il risultato penalizzi il Torino per quanto riguarda il recentissimo ko in casa del Milan, il campo ha mostrato una squadra viva in grado di creare più di un pericolo all’estremo difensore rossonero, e non è la prima volta che i ragazzi di Ventura si esprimono in maniera convincente lontano dallo stadio Olimpico. La prestazione offerta alla Scala del calcio va ad inanellarsi infatti con la convincente e meritatissima vittoria ottenuta al barbera di Palermo ed al pareggio strappato nella Marassi blucerchiata, dove con un po’ di cinismo e lucidità in più il Torino avrebbe anche potuto far proprio il match.

Palermo-Torino, Toro
Sul campo del Palermo, il Torino ha ottenuto una vittoria convincente

Ciò che rende problematiche queste statistiche è però il rendimento interno di Glik e compagni: tra le mura amiche infatti i granata rendono decisamente meno che in trasferta, paradossalmente. Quello che nelle passate stagione era lentamente diventato un fortino difficile da espugnare, nel corso di questa annata è stato terreno di conquista per parecchie formazioni anche non irresistibili (basti pensare ai recenti risultati ottenuti contro Verona, Chievo e Carpi) I ragazzi di Ventura hanno mostrato in più occasioni una sorta di difficoltà ad esprimere al meglio il proprio gioco, una sorta di “ansia da prestazione” che finiva col rivelarsi un’arma a doppio taglio e far rendere i granata ben al di sotto delle proprie possibilità, giocando con il freno a mano tirato ed osando meno di quanto potuto e dovuto.

Torino FC v AC Chievo Verona - Serie A
Torino-Chievo 1-2: tanti i punti persi in match casalinghi abbordabili dai granata

Una tendenza difficile da motivare e che potrebbe forse trovare giustificazione nella pressione sentita dai giocatori, una sorta di “obbligo” di vincere di fronte al proprio pubblico che diventa però per lo stesso Torino. Di certo,  è necessario che l’Olimpico torni ad essere un punto di forza e non un ulteriore ostacolo per Ventura ed i suoi ragazzi di Ventura: il fattore campo deve ovviamente giocare a favore dei granata e dunque servirà eliminare la pressione e giocare con la mente sgombra. A partire dal match contro la Lazio il Torino deve dare un segnale importante e cambiare marcia anche in casa, riprendendosi l’Olimpico.

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  1. claudio sala 68 - 11 mesi fa

    Annata da compitino da parte di tutti. Vedo poco coraggio e poca convinzione per cui se pensi solo a difenderti può bastare.

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  2. crclaudio6_126 - 11 mesi fa

    Io non so’ che partite ha visto fino ad adesso, ma secondo me a san siro e’ stato fatto poco piu del compitino senza dare mai l’impressione di mettere in difficiolta vera il milan, con la samp 3 punti buttati contro una squadra vulnerabilissima (infatti ci han fatto risultato tutti !)
    a palermo poi abbiamo trovato una squadra allo sbando, praticamente senza allenatore e forse nel suo peggior momento , senza guida e senza futuro,
    Poi non e’ che c’e’ “l’ansia da prestazione”, semplicemente il toro quando deve fare la partita non e’ in grado, manovra lenta e prevedibile, quindi le squadre venute a torino son rimaste li chiuse e hanno spettato l’errore per fare il golletto e mantenerselo, la realta e’ che con questo centrocampo riusciamo bene solo ( e meglio da quando c’e’ immobile ) a ripartire , che per carita, va benissimo, ma se gli altri ti lascian giocare e aspettano …..

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