Torino-Cesena, Ventura e Di Carlo: quando le carriere risultano opposte

Torino-Cesena, Ventura e Di Carlo: quando le carriere risultano opposte

Il duello / Il primo ha trovato le migliori soddisfazioni da allenatore, l’altro quando era calciatore

Giampiero Ventura e Domenico Di Carlo: generazioni diverse, carriere e caratteri diametralmente opposti. Il primo: ligure, tosto, capace di mettere in discussione tutto e tutti. Riuscendo ad aver spesso ragione, dimostrando con i fatti che anche le scelte che potevano apparire azzardate ai più, erano in realtà giuste. L’altro: nato a Cassino, spensierato, bonario, coraggioso ma a volte troppo morbido. 

Entrambi hanno avuto un passato non certo felice sulla panchina della Sampdoria e questa è forse l’unica cosa che li accomuna. Per il resto, molte differenze, a partire dalla loro carriera da calciatore. Per Ventura la carriera da calciatore di fatto non è mai iniziata, a causa di infortuni e forse diverse ambizioni. Il tecnico del Torino ha iniziato ad allenare giovanissimo, mostrando da subito una naturale padronanza della materia, del ruolo e del mestiere. In buona sostanza, si può dire che allenare era il suo destino fin dall’inizio. Tanta gavetta e poi il culmine, l’apice del vertice qui in granata con l’esordio in Europa League. 

Discorso molto diverso per l’attuale tecnico dei romagnoli, Di Carlo è stato per prima cosa un calciatore di livello. Partito dal basso, deve molto se non tutto ad un grande allenatore come Francesco Guidolin, dal quale ha poi imparato le basi del mestiere. Tornando ai tempi in cui Di Carlo era in campo con maglietta, calzoncini e scarpe con i tacchetti, spicca la parentesi a Vicenza: 268 presenze e 9 reti dal ’90 al ’99. Sempre lì in mediana a correre, rompere e costruire. Nella stagione ’96-’97 solleva la Coppa Italia e nell’anno successivo disputa la semifinale della Cappa delle Coppe contro il Chelsea. 

Caratteri diversi, storie e carriere diametralmente opposte. Ventura e Di Carlo saranno nuovamente a confronto questa sera, per l’ultima sfida di campionato. La parola, ancora una volta, passa al campo.

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