Torino-Chievo, gli strani casi incrociati di Maxi Lopez e Meggiorini

Torino-Chievo, gli strani casi incrociati di Maxi Lopez e Meggiorini

Verso Torino-Chievo/ I due attaccanti sono finiti, quasi per caso, l’uno nella squadra dell’altro e sono rinati trovando la loro dimensione ideale

 

Domenica è di nuovo tempo di tornare in campo. L’obbiettivo è vincere, dimenticando la pessima prestazione di Genova che ha quasi condannato i granata a rinunciare alla prossima Europa League. Per far questo, i granata avranno bisogno di non sottovalutare l’avversario e di interpretare al meglio la partita, da giocare a viso aperto. Davanti a loro, ci sarà anche una recente conoscenza: Meggiorini. A Verona ha trovato la sua dimensione, un po’ come in modo inverso è capitato a Maxi Lopez qui a Torino. Entrambi domani affronteranno il loro passato, consci che nel presente hanno trovato (finalmente) la loro condizione ideale.

MEGGIORINI – Meggiorini è da sempre stato apprezzato dall’ambiente granata per il suo impegno. In campo non mollava un centimetro e certo i suoi sforzi erano encomiabili. Eppure, in quanto a realizzazioni, parlano i fatti: 7 gol in 85 presenze totali (0.08 a partita), di cui solamente tre in Serie A, e nessuno nella sua ultima stagione (!), dove certamente era anche chiuso da Cerci ed Immobile. Trasferitosi al Chievo, il suo apporto si è rivelato decisamente più determinante. Ha finora giocato ben 1734 minuti (la metà rispetto al Toro, ma in neanche una stagione), segnato 4 reti e fornito altrettanti assist. Certo, non sono numeri da top player, ma se paragonati a quelli dello scorso anno hanno tutto un altro sapore. Tanto più che il Chievo è una squadra difensiva, il peggior attacco del campionato: i gol messi a segno valgono dunque più della media. Anche se alle volte è chiuso da Pellissier e Paloschi, il suo contributo lo ha dato, segnando anche reti spettacolari (come contro il Cagliari).

MAXI LOPEZ – D’altra parte, Maxi Lopez ha fatto il percorso inverso: dal Chievo al Torino. Sarà stata la vicinanza con l’ambiente River, il calore della gente, i maggiori stimoli, ma una cosa è certa: anche il suo rendimento ha subito una forte sferzata in positivo. Con i veronesi, 14 presenze ed un gol. Sotto la Mole invece, 21 presenze e ben 7 gol (tra campionato e Coppa), che lo hanno fatto diventare idolo della tifoseria. Inoltre, due assist e tanto spirito di sacrificio per la squadra.

Insomma, davvero uno strano caso quello dell’argentino e dell’ex granata: due attaccanti relegati ad un ruolo di secondo piano, che quest’anno si sono presi una bella rivincita. Per farlo, entrambi sono dovuti andare via dalla propria squadra, finendo, idealmente parlando, in uno scambio incrociato. Evidentemente, hanno trovato l’ambiente che faceva per loro: squadra, clima, stimoli, schemi. E meglio così per tutti: da un lato i granata si godono la “galina de oro”, dall’altra i clivensi possono contare sulle nuove magie del “Meggio”. E lo spettacolo in campo, intanto, sorride.

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