Torino da esportazione: ora Miha non vuole il passo del gambero

Torino da esportazione: ora Miha non vuole il passo del gambero

Verso il match / I granata hanno interrotto il “tabù trasferta” vincendo al Sant’Elia contro il Cagliari nell’ultima gara esterna: ora serve confermarsi anche a Verona

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Vincere per crescere in ottica futura. Il Torino ha iniziato un lento processo di maturazione su cui a questo punto dell’anno – vista anche la posizione in classifica – è necessario puntare fortemente, per trasmettere ai giocatori una nuova mentalità. I granata infatti, hanno dimostrato durante il campionato di avere limiti sui quali pare doveroso lavorare: i match lontani dall’Olimpico Grande Torino sono uno di questi. Contro il Chievo la chance giusta per i ragazzi di Mihajlovic per confermare di essersi lasciati alle spalle quello che – fino a poco tempo fa – pareva essere un vero e proprio tabù.

La formazione di Maran – che perde da quattro turni consecutivi – ha dimostrato di soffrire della cosiddetta “sindrome da pancia piena”: tipico problema delle squadre che – ormai senza obbiettivi sensibili di classifica – giungono a questo punto della stagione con le pile scariche. Non per questo il match di domenica va però sottovalutato. E’ vero, il Chievo sta attraversando un pessimo momento di forma e i 12 gol subiti nelle ultime quattro giornate di Serie A ne sono la prova. E’ altrettanto vero però che la compagine clivense, tra le mura amiche del Bentegodi ha costruito la propria salvezza ed è un avversario piuttosto ostico per chiunque. Il Torino e Mihajlovic dovranno dunque mantenere alti i livelli di concentrazione per dimostrare che l’ultima vincente trasferta di Cagliari non è stata solo una coincidenza.

TURIN, ITALY - NOVEMBER 26: Andrea Belotti (R) of FC Torino is challenged by Riccardo Meggiorini of AC ChievoVerona during the Serie A match between FC Torino and AC ChievoVerona at Stadio Olimpico di Torino on November 26, 2016 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
TURIN, ITALY – NOVEMBER 26: Andrea Belotti (R) of FC Torino is challenged by Riccardo Meggiorini of AC ChievoVerona during the Serie A match between FC Torino and AC ChievoVerona at Stadio Olimpico di Torino on November 26, 2016 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Confermarsi ad alti livelli anche a Verona infatti, potrebbe essere un buon segnale (psicologico più che utile alla classifica) che aiuterebbe i granata a continuare quel processo di crescita che la società di via Arcivescovado ha intrapreso. Il progetto – come dichiarato in più occasioni – è quello di permettere alla squadra di consolidarsi nelle prime 6 posizioni a partire già dalla prossima stagione e un cambio di mentalità nelle gare esterne pare necessario. Per far parte delle “big” del calcio nostrano infatti il Torino ha ancora tanta strada da fare. Mattoncino dopo mattoncino si sta cercando di cambiare il trend e i difetti di una squadra che nell’ultimo ventennio ha subìto più delusioni che gioie.

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  1. prawda - 6 mesi fa

    Se si parla di risultati economici il processo di crescita c’e’ stato e continua ma se si intendono i risultati sportivi, che dovrebbero essere il primo obiettivo di qualunque societa’ sportiva, quelli continuano ad essere decisamente modesti. Parlare di crescita, quando negli ultimi cinque campionati il Torino e’ terminato partendo dal 2012/2013 al 16 posto, 7 posto, 9 posto, 12 posto e quest’anno l’attuale 10 posto e nella migliore delle ipotesi 9 posto, mi sembra davvero risibile; la media delle posizioni degli ultimi cinque campionati da un decimo posto come risultato, mi sembra che piu’ che di crescita si debba parlare di centro classifica come massima aspirazione e reale obiettivo della societa’. E’ francamente stucchevole leggere il tentativo di propinare sempre gli stessi argomenti: quando una societa’ fa un mercato con oltre 60M di cessioni e solo 23M di acquisti, e’ ovvio che non sono i risultati sportivi o la crescita della squadra, l’obiettivo che si prefigge. Per poter anche solo ipotizzare di lottare per entrare tra le prime sei, a mio parere, c’e’ una sola strada, quella di fare investimenti propri; visto che la proprieta’ ha ampiamente dimostrato in questi dodici anni di non volerne fare, direi che la politica scelta ed i risultati sportivi conseguenti siano chiari.

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    1. KanYasuda - 6 mesi fa

      Questa Estate spero nella migliore conclusione della “questione Belotti”.
      Una Squadra che ambisce veramente ad un processo di crescita è quella che costruisce di anno in anno qualcosa di veramente solido attorno ai suoi migliori elementi senza doversene necessariamente disfare.
      Poi non ci saranno più attenuanti. Vedremo se realmente il Presidente investirà i soldi che rientreranno dalle cessioni della scorsa stagione e se l’Allenatore sarà in grado di creare una Squadra secondo il suo modo di intendere il Calcio, sempre che ne abbia la facoltà visto che in questa stagione, il suo ruolo all’interno della Dirigenza, non è mai stato chiaro e quindi qualche scusa per Lui, aldilà della mancata volontà verso un adeguamento tattico, ci può anche stare.
      La mancata chiarezza tra i Ruoli dell’intero staff e la mancanza di veri obiettivi “sportivi”, è quello che ci contraddistingue ormai da anni altrimenti non si spiegherebbe come mai si cerca sempre di tenerci coinvolti con dei traguardi che di mese in mese cambiano e che con la fine dei Campionati diventano sempre più ridicoli.
      Tra pochi mesi si capirà tutto e almeno nel mio caso, dopo 49 anni di Tifo Toro, spero di continuarLo a seguire ancora. Credo di aver imparato molto bene ormai l’interpretazione di certi paroloni e quello che lasciano intendere. La cosa più difficile è non ricominciare a vedere già la prima partita per non ricadere nei Sogni.
      In venti anni ci siamo lasciati distruggere una Storia Gloriosa.
      FORZA TORO !!!!

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  2. miele - 6 mesi fa

    Mi pare che la società, più che un processo di crescita, abbia intrapreso un processo di stabilità fissa per posizioni di centro classifica, senza infamia e senza lode che, intendiamoci, è sempre meglio che penare ogni anno per la salvezza, ma che non può suscitare quegli entusiasmi attesi da troppo tempo. Il prossimo mercato sarà l’ultima occasione per dimostrare se veramente ci sono serie intenzioni. In caso contrario, torneremo definitivamente alla dimensione attuale, abbastanza avvilente per la nostra gloriosa società.

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  3. Pimpa - 6 mesi fa

    Confermarsi ad alti livelli? Quali sarebbero? Quelli che ci hanno permesso di pareggiare in casa col Crotone? O forse quelli che ci garantiscono di galleggiare da anni nella melma di metà classifica?
    Il processo di crescita che la società ha intrapreso qual’è? Può darsi che mi sia persa qualche passaggio,ma io di crescita non ne vedo,a meno che non si intenda per tale il fatto che quest’anno supereremo il record di punti dell’era Cairo e che avremo il capocannoniere delle serie A,che peraltro avevamo già avuto con Ciro.
    Mah,mi sembra di sentire parlare Ventura.

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    1. Torogranata - 6 mesi fa

      Supereremo il record di punti dell’era Cairo? Pimpa ti vedo ottimista! :-)

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      1. prawn - 6 mesi fa

        e ricordiamo che il record punti e’ merito di un campionato falsato, spaccato a meta’ tra le prime 8/10 e le altre, scarse scarsissime

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        1. Torogranata - 6 mesi fa

          Se ti riferisci al campionato dei 57 punti nostri ti sbagli,a parte i 102 punti dei gobbi è stato anche più equilibrato di questo,con la salvezza a 34punti.Credo che quest’anno sarà anche con meno,come credo che non riusciremo a fare il record di punti,a essere ottimisti al massimo altri 8/10

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