Torino, con il Genoa per tornare a ruggire contro chi sta sotto

Torino, con il Genoa per tornare a ruggire contro chi sta sotto

Verso Marassi / Granata spesso attanagliati dalla paura di vincere contro le squadre più in basso in classifica, bisogna dare risposte sotto il profilo della personalità

rinascita

Con le grandi si gioca bene, ma non si vince – e ci sta. Con le piccole si gioca male e si non vince. Risultato, non si vince. Questa l’equazione che sta stritolando la stagione del Torino, al netto del fulgido avvio di campionato. Gli uomini di Ventura troppo spesso hanno interpretato male partite che, per mantenersi sui livelli annunciati in estate, andavano portate a casa, e che spesso, invece, si sono concluse con pochi punti e tanto rammarico.

Le eccezioni, per fortuna, ci sono, anche solo guardando alle partite giocate nel 2016: contro Frosinone e Palermo l’undici granata è riuscito ad approfittare dell’effetto Immobile (la prima) e del caos allenatore avversario (la seconda). Sono però esempi isolati, rispetto a tante altre occasioni mancate, tra le quali spiccano i pareggi interni a reti bianche contro Verona e Carpi, o il 2-2 esterno contro una Samp reduce, all’epoca, da quattro sconfitte consecutive. Insomma, una marea di occasioni perse, accanto alle quali si registrano buone, ma infruttuose prestazioni contro le cosiddette grandi: sia nella sconfitta contro il Milan sia nel pareggio contro la Lazio il Torino ha messo in mostra discreti miglioramenti, ma è comprensibile che essi non possano bastare, di fronte a squadre di caratura superiore.

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Martinez disperato dopo l’occasione fallita contro il Verona

E allora, a margine dell’equazione di cui sopra, restano pochi punti: Gasperini, nell’incontro con i giornalisti di presentazione, un po’ per scaramanzia e un po’ per ammissione ha confessato: “I granata faticano con le piccole, noi lo siamo”. Per Glik e compagni sarà fondamentale cercare in tutti i modi di spezzare questo anatema, impostando la partita con i propri ritmi, senza farsi prendere dalla foga di vincere, sorgente d’ansia più che di gioco. Ristabilire le gerarchie, rimettersi in carreggiata: anche per dare ancora un valore a questo finale di stagione.

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