Torino: contro l’Athletic Bilbao con la forza, per la storia

Torino: contro l’Athletic Bilbao con la forza, per la storia

Verso Torino-Athletic Bilbao / Una prestazione grintosa, una dimostrazione di forza per cambiare la storia granata contemporanea

 

Più forti dei pronostici e della statistiche. Più forti del blasonato curriculum europeo degli avversari. Più forti di qualsiasi altro Toro che si sia mai visto in questa stagione, e nelle venti precedenti. Al Torino di Ventura, serve essere più forte di qualsiasi paura e/o timore reverenziale, di qualsiasi commento giornalistico e non, di ogni singolo individuo che vorrebbe i granata fuori da questa competizione.

Sembrerebbe il solito discorso del “buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ed in parte lo è; ma c’è un piccolo particolare, un fatto che potrebbe distinguere questa sfida da tutte le altre, dove, di norma, i granata hanno sempre tentato di buttare quel benedetto cuore oltre l’altrettanto benedetto ostacolo: questa volta, la posta in palio è più alta, e non c’è ostacolo che tenga. Questa volta si scrive la storia, e non c’è niente che si possa frapporre tra i granata e questo traguardo, fuorché un atteggiamento sbagliato degli stessi undici di Ventura. Volontà, sacrificio, ma soprattutto volontà. Volontà di vincere, di fare risultato, senza mezzi termini: così si può anche perdere, il cuore e la testa non lo avvertono neanche, se non manca la determinazione del collettivo di fare bene. Basta questo, ai tifosi e agli addetti ai lavori, basta che ci sia la voglia, che ci si creda veramente, che si abbia l’autocoscienza di essere in campo in un sedicesimo di finale che può cambiare la storia contemporanea di un popolo, di una passione, di un credo. Quello granata.

Vista la pregiata posta in palio, non se ne risentirà uno dei padri dell’Idealismo tedesco, Hegel, se consideriamo anacronisticamente “combaciabili” le sue teorie sulla dialettica rispetto al momento che sta vivendo il Toro. In un qualsiasi movimento che si rispetti, si parte da un punto A per raggiungere un punto B, attraverso un punto C. Dalla dicotomia non si scappa, il punto C bisogna attraversarlo per giungere alla fine del percorso, e per arrivare più completi alla sintesi finale. Ponendo che il punto A rappresenti il passato glorioso, lo spirito che contraddistingue la storia del Toro, e il punto C le difficoltà incontrate nella realtà moderna dell’epopea granata, il punto B non può che essere una sintesi completa di questi due punti: un nuova importante pagina, dopo anni di sofferenze, nel libro della storia del calcio, firmata “Torino FC”.

Potrà sembrare forzato il parallelismo con la dialettica hegeliana, o più semplicemente potrebbe apparire inutile al fine del discorso, ma non è così. Non è così, perché raffigura in maniera esemplare la svolta storica che attende il Toro giovedì, la possibilità concreta di arrivare ad una sintesi dopo anni ed anni di delusioni e pianti, di urla di gioia strozzate in gola, e di chi più ne ha più ne metta. La sfida con l’Athletic è l’autentico crocevia della storia recente granata, della storia di una squadra finalmente tornata ad alti livelli, e che ha nuovamente la possibilità di ritagliarsi un posto tra le “grandi” di Europa League, giovedì, contro l’Athletic Bilbao. 

Allora, davvero, servirà essere più forti della storia e del destino per antonomasia avverso ai colori granata, dimostrando che una partita la si decide su un rettangolo di gioco, ma il significato che può avere va molto oltre a quello di quei novanta metri di erba, e che per una volta, davvero, il Toro, quello vero, può dirsi finalmente tornato ad essere Storia. Con la S di nuovo maiuscola.

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