Torino, contro l’Inter sempre lo stesso copione. Ma ci sono dei progressi

Torino, contro l’Inter sempre lo stesso copione. Ma ci sono dei progressi

Analisi a mente fredda / Ancora una partenza lenta e la bella reazione dopo il gol subìto. Questa volta però i granata hanno davvero dominato la ripresa

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tabellino

Ormai è un film che i tifosi granata hanno visto e rivisto in questa stagione, sia all’inizio quando le squadra collezionava punti su punti e la classifica sorrideva al Torino, sia nell’ultimo periodo quando invece c’è stato un brusco arresto ed i ragazzi di Ventura ora fanno fatica a raggiungere risultati positivi. Il classico svolgimento di una partita del Torino in questa stagione è finora stato questo: una prima fase durante la quale i granata entrano in campo con fare difensivo, quasi come se fossero molli e non volessero sbilanciarsi attaccando troppo per evitare di incassare il gol avversario su una ripartenza, si tratta di una fase durante la quale il Toro non gioca male, ma si preoccupa prettamente della gestione del pallone e non mette l’intensità di cui potrebbe usufruire; puntualmente il gol avversario arriva, e solo in questo momento i ragazzi di Ventura, dopo lo “schiaffo” subìto, cominciano a sviluppare gioco e a diventare padroni del campo, mettendo gli avversari alle strette e caricando a testa bassa fino a raggiungere il pareggio o addirittura a ribaltare la partita, producendo un gran bel calcio.

molinaro
Cristian Molinaro: le percussioni degli esterni sono fondamentali per il gioco di Ventura

Infine, purtroppo, raggiunto l’obiettivo è capitato in più occasioni che i granata si sedessero nuovamente, abbassando troppo il baricentro della squadra e lasciando così il pallino del gioco in mano agli avversari per pensare prettamente a difendersi, finendo così per incassare nuovamente una rete che avrebbe potuto compromettere (o ha effettivamente compromesso) il risultato finale. Questa situazione si è avverata alcune volte addirittura nei minuti di recupero, facendo a ragione infuriare Giampiero Ventura.

Nel match contro l’Inter però qualcosa è cambiato, questo schema è saltato: se è vero che prima del vantaggio ospite il Torino non stava spingendo con la stessa intensità che avrebbe poi messo in campo dopo la rete di Kondogbia, è altrettanto vero che anche i nerazzurri fino a quel momento avevano fatto ben poco, il controllo di gioco e pallone non era stato dunque lasciato nelle loro mani dalla squadra di Ventura. Inoltre, dopo il gol incassato, il Toro ha avuto una bellissima reazione d’orgoglio ed ha costretto la prima in classifica nella propria metà campo per tutto il secondo tempo: solamente un super Handanovic ha salvato l’Inter dal subìre, almeno, il gol del pareggio. Il calo finale non è inoltre arrivato: i granata hanno invece attaccato e provato a recuperare la partita fino agli ultimi secondi a disposizione, giocando un bel calcio e dominando completamente il campo.

Belotti, pagelle
Andrea Belotti: Handanovic ieri è stato miracoloso su un suo tiro da zero metri

Sotto questo punto di vista, quindi, c’è stato un netto miglioramento da parte dei giocatori del Torino: sia nell’approccio alla partita, finalmente non esageratamente molle e “difensivista” , sia nella gestione del pallone e del tempo a disposizione; il Torino è stato sinceramente sfortunato, oltreché troppo poco lucido sotto porta, a non trovare la via del gol, ma l’atteggiamento è finalmente quello giusto. Il gioco non è stato lasciato agli avversari e fino all’ultimo i granata se la sono giocata, il tutto sempre contro la prima della classe; i progressi ci sono, finora l’ambiente non ha ceduto e sta continuando a sostenere giocatori e tecnico, da queste basi bisogna ripartire dopo la pausa Nazionale per ricominciare da dove ci si era interrotti ormai sei partite fa, dalla vittoria.

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  1. Max63 - 1 anno fa

    Questo atteggiamento lo da l’allenatore e non i giocatori. Sono ormai anni che vediamo sempre lo stesso atteggiamento quindi vuol dire che con questo allenatore non vedremo altro. La crescita non c’è perché da anni prendiamo goal negli ultimi minuti, da anni siamo timorosi quasi fantozziani, e da anni che quando lasciamo andare le briglie si vede qualcosa ed infine è da anni che la cantilena “chi eravamo da dove arriviamo” ci ha spappolato i marroni. Pertanto con tutto l’apprezzamento per Ventura forse la società dovrebbe individuare un altro soggetto capace di infondere fiducia nei propri mezzi, con quel pizzico di sfacciataggine che possono dare i giovani su cui la società stessa ha investito

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  2. Puliciclone - 1 anno fa

    La differenza tra la prima in classifica e l’undicesima (noi) è la stessa che c’è tra i portieri delle due squadre. Ieri è stato evidente. Fossi al posto di gente come Belotti sarei molto incazzato. A me la colpa e non a chi vanifica tutto il lavoro fatto o ai senatori dell’attacco che non segnano da tempo immemorabile?

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