Torino, da Pesaro a Cesena tra amore e leggenda

Torino, da Pesaro a Cesena tra amore e leggenda

Torogiornate / Ecco la rubrica del nostro Tommy, che oggi ci racconta del suo viaggio tra Torino, Pesaro e Cesena, rigorosamente a tinte granata

GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK 

Ah, già… Glik non gioca…

Eppure mi viene ugualmente da canticchiare: GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK! Oggi chi segna senza GLIK???????

Ci penseremo strada facendo.

Già, lunghissima strada. Partenza ore 05:30. La TOROmobile ha mamma pilota e me come navigatore. Dietro i fantastici due: Rudy e Gian, che anziché dormire non fanno altro che parlare parlare parlare parlare parlare. Ma di cosa parleranno mai? Meglio non saperlo ed alzare  il  volume della radio. Intanto sicuro parleranno dei tempi andati, di Puliciclone, di Ferrini, di Meroni… e ovviamente del Grande Torino che andremo ad onorare. 

Meno male che noi granata abbiamo un bel passato nel cassetto: quando ci deprimiamo (dopo la partita di mercoledì scorso nulla di più facile), lo tiriamo fuori e lo rispolveriamo. Stupendo il nostro passato. Bisognerebbe raccontarlo anche al nostro Mister, che ancora oggi è convinto che la nostra storia sia iniziata a Cittadella! Il nostro passato è decisamente un altro. 

Noi non abbiamo soltanto fatto la storia, noi siamo Leggenda! E chi è scettico, chi è giovane, chi non vuole cedere alle malinconie… prima o poi si ritrova  ugualmente con il groppo in gola, invaso dall’emozione, travolto da una meravigliosa sensazione.

Cinque ore di viaggio volano con mamma a fianco che guida. Viaggia ai 200 km orari per inchiodare prima di ogni velox, detta i messaggi da inviare ad altri granata scatenati viaggianti e ha l’aria di chi ha una vita totalmente beata. Prima fermata per il breakfast-time alle ore 07:30 circa. Autogrill di Fiorenzuola. Pur non essendoci messi d’accordo, l’autogrill in pochi attimi si colora di granata. Dal nostro Vice Direttore Gino Strippoli al Mecu nazionale, sino alla  Rosanna onnipresente, siamo tutti qui. Loro hanno fatto la Torino-Piacenza, noi la Torino-Milano-Bologna… eppure, senza neanche aver letto i messaggi inviati, ci siamo ritrovati, grazie ad una magica alchimia che nessuno può spiegare. Questo è il fantastico mondo granata. Quello per il quale è stupendo svegliarsi presto e non dormire affatto, quello per il quale spesso ci arrabbiamo… magari piangiamo… urliamo… ridiamo e ci abbracciamo. 

Si riparte: Rudy e Gian son sempre presi dalla loro malinconia latente. Ad un certo punto ci chiedono di abbassare la radio per poter ascoltare sul loro cellulare “You’ll never walk alone”. Evviva, hanno quasi cambiato leitmotiv! Per non sbagliarsi, mamma, fa che inserirlo alla radio… e a seguire inserisce la colonna sonora dei nostri ultimi mesi: la musica della Uefa. E vai con la musica dell’Europa… sino a Pesaro.

Già… mica avrete pensato che stessimo andando a Cesena? A quest’ora sarei già arrivato da un pezzo. Oggi a Pesaro si vive la Leggenda, si onora la Leggenda, si ricorda la Leggenda. A farlo è lui, un personaggio da non nominare a caso, in quanto davvero unico. Mario Patrignani: non esiste granata che non sappia di chi si parla. Un tifoso instancabile, che non molla mai… che macina idee e le mette in pratica… che vive in simbiosi con i colori granata. Un evento organizzato al meglio, come solo lui poteva fare. Una stele per il Grande Torino, posata accanto al già presente monumento. E dopo l’evento, un altro evento: un pranzo aggregante, in mezzo a tanta gente, direttamente sul mare. E dopo l’evento e l’altro evento… ecco un altro evento ancora, a coronare un giorno fantastico: il Toro che torna a vincere.

Dopo aver dormito in trasferta contro Empoli e Chievo… a Cesena non ci si addormenta: si esulta, si ri-esulta… ci si arrabbia, ci si ri-arrabbia… non si respira per qualche minuto… si esplode in una immensa gioia collettiva… e si torna a non respirare ancora per qualche attimo. Che fatica! 

GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK ! Ah già, lui non è qui! Va bene, non importa, mica mi vieteranno di cantare GLIK GLIK GLIK GLIK GLIK ? Assolutamente no… ed allora io canto. Canto perché non poteva esserci più bel viaggio. 

Chiedo scusa a Rosanna, anche lei cantava, era felice e beata: io sono timido, anche se non sembro…  (lei capirà perché mi sto scusando). E chiedo scusa a Gianfranco: io sono felice, anche se abbiamo faticato! E soprattutto chiedo scusa a GLIK: ti adoro, che ci posso fare? 

Ultima fermata un localino a caso: TORO PAZZO in quel di Chivasso. Alle 23.00 circa eccoci a casa, ma Rudy, povero lui, avrà ancora un’ora di strada.

Non riesco a dormire, anche se stanco. Domani mi attende l’ennesima  tremenda interrogazione di greco, mi alzerò prima e tenterò di ripassarlo… e se proprio non saprò cosa dire al prof… gli racconterò di un autogrill colorato, di Mario, di un tifo scatenato e di un SuperMaxi inaspettato!!!

 

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