Torino, dal granata a ‘quegli altri’. Cosa vuol dire passare da una parte all’altra del Po

Torino, dal granata a ‘quegli altri’. Cosa vuol dire passare da una parte all’altra del Po

Approfondimento/ Il giovane talento Mattia Aramu, di proprietà del Toro, ha riferito alla Gazzetta dello Sport di aver rifiutato 4 volte la Juve. Ma in tanti negli ultimi anni hanno scelto di cambiare casacca

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Ieri in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport Mattia Aramu, giovane talento del Torino attualmente in prestito al Trapani, ha dichiarato di aver rifiutato per quattro volte la Juventus quando ancora giocava nel settore giovanile granata. Con il derby che si avvicina (-23 giorni alla sfida più attesa dell’anno dai tifosi granata) queste parole ci hanno fornito lo spunto per una riflessione su chi invece negli ultimi anni ha deciso di affrontare il salto della barricata dall’una all’altra sponda del fiume Po.

OGBONNA, DA CAPITANO DEL FUTURO A ‘TRADITORE’ – Il caso più eclatante nel passato recente è stato quello di Angelo Ogbonna, uno che ha scelto di fare l’opposto di quanto ha dichiarato Aramu: cresciuto nel vivaio del Toro fin da quando aveva 14 anni e diventato addirittura vice-capitano dei granata, indossando la fascia quando non c’era Rolando Bianchi, non ha avuto remore a vestirsi di bianconero. Un trasferimento prevedibile, con il giocatore che negli ultimi tempi della sua avventura al Toro non faceva nulla per nascondere la predilezione per ‘quegli altri’. Una scelta di vita, fatta anche a costo di giocare meno: Angelo in granata era arrivato fino alla Nazionale, mentre il passaggio alla Juventus ne ha paradossalmente rallentato l’ascesa precludendogli la possibilità di essere convocato per il mondiale brasiliano visto lo scarso impegno da titolare nel nuvo club. Per i tifosi del Torino Ogbonna è così diventato l’emblema del traditore e durante i derby questo pensiero viene spesso espresso con cori e striscioni a lui ‘dedicati’.

DA ZEBRE A TORI – Le ultime finestre di calciomercato hanno però riservato ad alcuni giocatori anche il passaggio opposto: dalla Juve (o da ex di quella squadra) alla maglia granata. Di solito il tifoso del Torino è inizialmente ‘schizzinoso’ rispetto ai giocatori che arrivano a vestire i colori della propria squadra dopo aver indossato il bianconero: Immobile, Amauri, Quagliarella e Molinaro, solo per fare i nomi più recenti, sono stati tutti accolti dalla piazza con un certo scetticismo a causa del loro passato alla Juventus più ancora che per il loro reale rendimento. Sono poi le prestazioni in campo e soprattutto la dedizione mostrata alla maglia a fare ricredere o meno i tifosi: Immobile lo scorso anno divenne un idolo, Quagliarella quest’anno sta seguendo un percorso simile. Certo, riuscire a segnare un gol nel derby cancellerebbe qualsiasi ‘errore’ del passato.

DIFFERENZE DI TIFO – Sicuramente comunque i tifosi granata sono più sensibili a questi cambi di maglia rispetto a quelli juventini: il tifoso del Torino sente il derby in maniera più profonda e intima, lo vive come una possibilità di riscatto contro il vicino potente e sbruffone, come una eterna sfida di Davide contro Golia. Per cui il giocatore granata che passa in bianconero non verrà mai perdonato dai suoi ex tifosi, mentre a parti invertite questo può accadere; lo testimoniano gli applausi dello Juventus Stadium a Quagliarella nelle derby di andata. Spesso per il tifoso juventino il derby è un match importante, ma non più di altri, ad esempio, di una sfida contro l’Inter. Per chi ama il Toro invece questa è LA partita. Con il calciomercato moderno realisticamente non ci si può stupire più di tanto di vedere giocatori, anche bandiere o pilastri di una squadra, passare da una sponda all’altra della città: si tratta di affari e bisogna mettersi il cuore in pace sperando di aver venduto o comprato al momento giusto (i 15 milioni ottenuti per Ogbonna, più la comproprietà di Immobile ad esempio furono un ottimo affare per il Torino). Chi però decide di essere fedele alla maglia riceve amore incondizionato: è il caso di Glik, speriamo che in futuro possa essere quello di Mattia Aramu.

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