Torino del futuro: prego astenersi perditempo

Torino del futuro: prego astenersi perditempo

Ventura ha sottolineato l’importanza di avere in rosa giocatori con la voglia di lavorare sodo e di mettersi in discussione

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La partita di ieri sera e quella di mercoledì in casa contro l’Empoli hanno dimostrato come il Torino sia arrivato alla fine di questa stagione massacrante senza energie. Lo ha confermato anche Ventura nelle interviste, evidenziando come le 50 partite disputate tra campionato e coppe abbiano finito per logorare i granata, complice anche una rosa non abbastanza ampia per poter gestire al massimo due competizioni di questo tipo.

DELUSIONI – Per Ventura la rotazione nella parte cruciale della stagione è stata limitata a circa una quindicina di elementi, non di più e alla fine questo ha pesato sulle gambe dei giocatori. Il tecnico granata è stato anche ‘tradito’ da alcuni uomini sui quali aveva puntato ad inizio stagione e che hanno però deluso mostrandosi decisamente inadatti a vestire una maglia come quella granata. E’ il caso di Nocerino e Larrondo ad esempio, che non hanno reso secondo le aspettative e sono stati quasi subito accantonati dal mister venendo ceduti a gennaio. Nel Torino servono giocatori che sappiano mettersi in discussione e siano pronti a lottare per la maglia e per loro non è stato così. Un discorso simile può valere anche per Ruben Perez, Sanchez Mino e Barreto, giocatori che non hanno saputo convincere il mister.

GLI ESEMPI POSITIVI – Prerogativa per far parte del Torino deve essere quella di dare tutto per la maglia e per i compagni: gli esempi più lampanti sono quelli di Glik, Darmian, Gazzi, Vives e tutti quei ragazzi che non mollano mai un momento e che sono sempre pronti a dare tutto per la maglia. Alcuni giocatori quest’anno purtroppo non sono riusciti ad interpretare al meglio queste caratteristiche, fondamentali in una squadra senza super star e dove la vera forze è il gruppo.

POCHE ALTERNATIVE – Questa situazione ha costretto Ventura a puntare quasi sempre sugli stessi elementi, soprattutto da gennaio in poi e cioè nella parte cruciale della stagione. All’inizio è andata benissimo proprio perché si trattava di giocatori pronti a tutto per la maglia, poi però sul finire del campionato è ovvio che tutti quegli sforzi prolungati sono stati pagati e i 5′ finali di ieri sera sono l’emblema di una squadra che ha dato tutto quello che aveva e che semplicemente è rimasta senza più energie.

MONITO PER IL FUTURO – Questo deve servire da monito per il futuro: al Torino servono giocatori di un certo tipo, pronti a mettersi in discussione, motivati e che non si sentano già ‘arrivati’. E’ un punto da tenere ben presente in vista della prossima campagna acquisti per cercare di costruire una rosa di livello e soprattutto nella quale tutti siano in grado di fornire un contributo importante, in modo tale che l’allenatore posse avere una scelta più ampia, così da permettere alla squadra di non arrivare ‘cotta’ al traguardo finale.

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