Torino: dopo lo splendido derby il calo è anche psicologico

Torino: dopo lo splendido derby il calo è anche psicologico

Verso Torino-Chievo / I granata arrivano da un mini-ciclo di tre partite che li ha visti raccogliere  appena un punto: oltre alla benzina, sembra essere venuta meno anche la piena determinazione. Ma è più che naturale

 

Doveva fungere da spinta propulsiva, e invece lo splendido derby contro la Juventus è stata l’ultima vittoria dei granata. Il Torino di Ventura, infatti, nel mini ciclo di tre partite che è seguito alla stracittadina, è parso a secco, senza motivazioni e a corto di energie, palesando le tante, tantissime partite sulle gambe. 

Ma ancor di più, dopo la gara contro i cugini bianconeri,il Toro è sembrato in alcuni casi “vittima” e “carnefice” di se stesso, mostrando in campo un atteggiamento remissivo, inadeguato, a tratti completamente passivo: come se la squadra di Ventura, oltre lo smalto fisico, avesse perso anche quella voglia, quella convinzione, o – più semplicemente – quelle motivazioni. La gara con il Palermo, poi, ha dato ai granata una vera e propria “mazzata” da questo punto di vista, con una vittoria sfumata per un errore arbitrale. Con l’Empoli i granata si sono mostrati come una squadra fiacca, sorpresa da ciò che non poteva soprendere, ovvero da una avversaria veloce e spumeggiante, che però si doveva e si poteva fronteggiare meglio dal punto di vista della lucidità. Dulcis – si fa per dire – in fundo, la fragorosa sconfitta di Genova, che avrebbe avuto toni sentenziosi in chiave europea anche senza i 5 gol concessi, me che – soprattutto – ha messo in evidenza il sunto di quanto detto finora, ovvero la naturale stanchezza fisica abbinata ad uno stato psicologico di appagamento post-derby assolutamente letale, e forse anche inevitabile.

Inevitabile: già, perché a questo Toro non si può chiedere più di quanto non abbia fatto, e la sensazione è che nel derby i giocatori – finalmente! – abbiano versato fino all’ultima goccia di sudore per portare a casa la vittoria, rimanendo sì debilitati fisicamente, ma anche appagati perché consci di aver portato a casa uno dei risultati più significativi degli ultimi 20 anni granata. E – nonostante il poco carattere che la formazione di Ventura nelle ultime tre partite ha palesato – questi ragazzi hanno e devono avere tutto l’appoggio del mondo granata, che – anche quest’anno, comunque vada – hanno goduto di una squadra che di nuovo può definirsi “il vero Toro”.

 

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