Torino e Fiorentina, difficile ripartire

Torino e Fiorentina, difficile ripartire

Granata e viola uniti da un insolito e disastroso destino, oltre alle tifoserie gemellate le due squadre, in tempi diversi, hanno vissuto le stesse intemperie societarie, finite con un mesto fallimento. Nell’agosto 2002 toccò alla Fiorentina di Cecchi Gori scendere in C2, la squadra retrocesse in B sul campo, ma fu dichiarata fallita la società. Nel luglio 2005 chiuse i battenti il quasi centenario Torino, grazie alla fideiussione…

Granata e viola uniti da un insolito e disastroso destino, oltre alle tifoserie gemellate le due squadre, in tempi diversi, hanno vissuto le stesse intemperie societarie, finite con un mesto fallimento. Nell’agosto 2002 toccò alla Fiorentina di Cecchi Gori scendere in C2, la squadra retrocesse in B sul campo, ma fu dichiarata fallita la società. Nel luglio 2005 chiuse i battenti il quasi centenario Torino, grazie alla fideiussione mai arrivata di Cimminelli, con la squadra neo promossa in A. Diego Della Valle fece ripartire la Florentia Viola, che un anno dopo tornò a chiamarsi Fiorentina. Urbano Cairo subentrò ai Lodisti, che fecero il primo passo per permettere al Toro di non affondare nell’Interregionale, ma di ripartire dalla serie B. I viola hanno cambiato in questi cinque anni di presidenza Della Valle ben 6 allenatori: in C2 sono partiti con Vierchowood, per poi passare via, via a Cavasin, Mondonico, Buso, Zoff.

La svolta positiva arrivò dopo il terzo anno di vita della nuova Fiorentina, che coincise con l’entrata in scena di tre personaggi fondamentali: Pantaleo Corvino, direttore sportivo e scopritore di talenti, Cesare Prandelli, uno dei migliori tecnici del momento e Luca Toni, autore di ben 31 gol in un solo campionato. In questi ultimi due anni la Viola ha avuto un ruolino di marcia degno dei migliori club italiani, a parte le vicende legate a Calciopoli che l’hanno fatta partire in questo campionato da meno 19 punti, poi ridotti a meno 15. Al secondo anno di gestione Della Valle l’ambiente gigliato mugugnava per la presunta mancanza di un progetto serio, troppi giocatori anziani e in prestito, con il dubbio che l’attuale propietario avrebbe venduto presto.

Più o meno la stessa situazione che sta vivendo il Toro, con De Biasi esonerato alla vigilia dell’inizio del campionato, sostituito da Zaccheroni e sette giocatori over trenta. La storia della rinascita viola insegna che ci vogliono almeno tre anni per cominciare a vedere il tanto atteso progetto, che rifare una squadra da capo è un’impresa non da poco, considerando che ripartire dalla B e arrivare subito in A vuol dire investire maggiormente che ripartire dalla C.

Così come appare difficile pensare che Cairo sia solo una meteora e che presto voglia sbarazzarsi del Toro. E’ un imprenditore ambizioso e di successo, se proprio dovesse mollare lo farebbe solo dopo aver ottenuto qualche successo, in questo modo anche il valore della società salirebbe. Il progetto arriverà, basta solo far tesoro degli errori, magari ammettendo che non tutto quello che tocca Papa Urbano diventa oro, le favole esistono solo nella fantasia, la realtà è ben diversa.

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