Torino e Sassuolo, due realtà agli antipodi

Torino e Sassuolo, due realtà agli antipodi

Verso Sassuolo-Torino / Due modelli societari diversi, due epopee calcistiche completamente differenti: la storia neroverde e quella granata non ha nulla in comune, ma domenica sarà il campo a dare il verdetto

 

Due realtà agli antipodi, dalla storia calcistica completamente differente e dal modo di vedere il calcio assai diverso. Stiamo parlando del Sassuolo e del Torino, le due squadre che si troveranno una di fronte all’altra domenica al Mapei Stadium. Ecco, partiamo proprio da qua, dal Mapei.

Il Sassuolo è famoso per essere la seconda squadra in Italia dopo la Juventus a possedere uno stadio di proprietà. Diversamente dai granata, infatti, che pagano l’affitto al Comune per lo stadio Olimpico, il Mapei Stadium è stato rilevato interamente dal patron neroverde Squinzi, che a fine 2013 ha battuto il forte interesse della Reggiana per accaparrarsi l’impianto sportivo in toto. Questo, certamente, non può che essere segno di disponibilità monetarie (anche se la cifra sborsata non è stratosferica, intorno ai 3.5 milioni di euro) sproporzionate al bacino d’utenza della squadra emiliana. Il Sassuolo, infatti, non è certamente una delle squadre più affermate in Italia, o dalla storia importante come quella granata. No. Il Sassuolo ha una storia che inizia nel 1920 si sviluppa massimamente tra i campionati dilettantistici, per fare l’esordio ufficiale in Serie C solo nella seconda metà degli anni’80. Solamente nel 2008, dopo una sola stagione in C1, i neroverdi riescono nell’impresa di raggiungere la Serie B, e nel 2013 si presentano alla Serie A come una delle poche squadre non provenienti da un capoluogo di provincia (come l’Empoli, ad esempio) a varcare le soglie del calcio che conta.  Il Toro, dalla sua, non è mai sceso sotto la Serie B, ed è sempre stata abituata ai grandi palcoscenici, costruendo a poco a poco la sua storia senza appoggio di famiglie multimilionarie, ma segnando indelebilmente la storia del calcio moderno con una parabola fatta di vittorie leggendarie, sconfitte mai dimenticate, e riconoscimento internazionale assoluto.

Tuttavia, sono proprio le disponibilità finanziare dei neroverdi a sorprendere: il patron Squinzi, infatti, è uno dei più grandi magnati italiani, e grazie alla sua gestione è riuscito a portare una realtà di provincia alla Serie A, investendo massimamente su calciatori italiani, e portando avanti campagne di mercato massicce e dal budget molto alto rispetto agli standard di altre società più titolate. Il Torino, invece, sta costruendo la propria fortuna contemporanea con investimenti oculati e attraverso una gestione societaria che mira a non disperdere capitale inutile, cercando di chiudere i bilanci sempre in positivo, guardando al futuro e ad un progetto in crescita.

 

La sfida di domenica, quindi, vedrà di fronte due modelli societari molto diversi, e – di riflesso – due storie calcistiche agli antipodi, che si daranno battaglia sul prato verde del Mapei Stadium, dove – al di là delle due differenti epopee – i calciatori scelti dai rispettivi allenatori combatteranno per i tre punti. E lì, davvero, le differenze storiche centreranno ben poco.

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