Torino, ecco l’impronta di Mazzarri: un’identità che non teme nessuno

Torino, ecco l’impronta di Mazzarri: un’identità che non teme nessuno

Focus On / Il tecnico livornese ha passato il tempo degli esperimenti. Questo è un Toro stabile

di Marco Notaro, @MarcoNotaro17

Il Torino vince contro l’Inter e sfata un tabù durato quasi 25 anni. Terza vittoria consecutiva, grinta, orgoglio e giocatori disposti a sacrificarsi l’uno per l’altro per il bene della squadra. Quello che ha battuto i nerazzurri non è forse stato il miglior Toro della stagione, ma ha messo in campo tutto ciò che il proprio mister voleva vedere dai propri calciatori. Un Mazzarri focoso in panchina, incontenibile a causa di alcuni errori banali e perfezionista nel voler correggere a tutti i costi le imperfezioni tattiche della squadra.

IL RITORNO AL PASSATO – Il Mazzarri 1.0 ricomincia dal passato, infatti il tecnico livornese è tornato al modulo che lo ha reso famoso: il 3-4-1-2. Lo stesso modulo che ha usato a Napoli quando dietro le punte c’era Hamsik, mentre in attacco agivano LavezziCavani. Al loro posto oggi agiscono Ljajic, Iago FalqueBelotti, il tridente condannato a segnare e a fare la differenza fino alla fine del campionato per poter sognare e sperare ancora di lottare per l’Europa League. Il nuovo modulo disegnato da Mazzarri è stato la chiave delle ultime tre vittorie dei granata, la difesa a 3 ha retto bene il cambiamento e ha subito appena un gol. Il Toro non ha tradito, né snaturato il credo del suo allenatore giocando con il 3-4-1-2 anche di fronte ad un avversario affamato, compatto e più forte come l’Inter. Questo è un chiaro segno di quanto il tecnico voglia dare la sua impronta all’identità di questa squadra, a prescindere dal rivale in campo e proprio da quest’ultimo continuano ad arrivare segnali di fiducia e di orgoglio. I giocatori cominciano a prendere consapevolezza dei propri mezzi, si sacrificano, lottano, corrono, insomma fanno un po’ quello che è mancato fino a questo punto della stagione. Messaggi chiari, importanti per l’ambiente, per i tifosi e per la squadra.

BASTA ESPERIMENTI – L’inizio di Mazzarri non è stato sempre brillantissimo ed è anche certo che le difficoltà dopo l’esonero di Mihajlovic potessero essere tantissime, ma comunque si sarebbe potuto fare meglio soprattutto quando dall’altra parte c’erano avversari decisamente meno blasonati del Toro. Però, dopo tanti esperimenti, cambi di modulo e delusioni l’allenatore ha saputo trovare finalmente la quadratura del cerchio dando una nuova identità ai granata. Il 3-4-1-2 è probabilmente la versione 1.0 del Torino di Mazzarri, la prima stabile dopo tanti cambi, la prima che non ha paura di nessun avversario e che si appresta ad affrontare il Chievo con la stessa grinta dimostrata nelle ultime tre gare.

LEGGI ANCHE:

Torino-Inter 1-0, Belotti non segna ma è determinate in questo Toro

Le pagelle di Torino-Inter 1-0: Sirigu e Nkoulou guidano la muraglia granata

6 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. RobyRaby - 2 settimane fa

    Al momento del suo arrivo riteneva mazzarri la miglior scelta possibile in quel momento, ed ero infatti molto deluso dai primi risultati.
    Adesso finalmente si vedono le differenze tra lui e Miha, e penso che parte del ritardo sia dovuto alla scarsa preparazione atletica della squadra che in questo periodo è stata messa sotto dal Mr.

    Quest’anno è andata così.. solo con molta fortuna riusciremo ad andare in europa, ma se Cairo e Petrachi accontenteranno Mazzarri come hanno fatto con Miha, e se riusciamo a rivendere un po’ di bidoni che abbiamo preso tra cui Niang, Rincon, Valdifiori ci sono tutte le premesse per fare un bel campionato l’anno prossimo e puntare dritti dritti all’EL, e forse non solo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. abatta68 - 2 settimane fa

    Abbiamo un allenatore e, a quanto pare, pure un gioco… a dirlo oggi sembra cosa normale, ma a pensare a come eravamo messi a Natale!
    Abbiamo un portiere che ci fà vincere le partite e un giocatore come Nkoulou sul quale costruire una difesa a tre bella solida, sperando in una stagione più fortunata per Lyanco e Bonifazi.
    Abbiamo un trio d’attacco potenzialmente forte, che è stato fortemente penalizzato da tanti infortuni.
    Insomma, non si parte proprio da zero… ci manca una mezzala una bella mezzala da aggiungere a Baselli, Obi e Rincon e un esterno di destra al posto di De Silvestri…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. BACIGALUPO1967 - 2 settimane fa

    Cambio modulo a parte secondo me so sta vedendo il lavoro atletico di Mazzarri che ha ridato una parvenza di condizione ad una squadra che atleticamente era a terra.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. masren - 2 settimane fa

    Si stanno vedendo i frutti del gran lavoro di Mazzarri, un allenatore competente e meticoloso

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. giova85 - 2 settimane fa

    Non ho letto ma comunque bravo Walter! più che questioni di moduli secondo me c’era qualche puttanella, non solo Adem, da mettere in riga e lavorare su testa e fisico di un po’ tutto il gruppo!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Conta7 - 2 settimane fa

    Articolo più che condivisibile, che mette in mostra le principali tappe di un percorso a tratti tortuoso, ma che al momento sembra far intravedere luce in prospettiva futura.
    Subentrare in corsa – e in una situazione delicata come la nostra – non era per niente semplice: strada della reazione psicologica e massima continuità tattica all’inizio, con buoni risultati. Poi il momento no e la capacità di lavorare su un assetto nuovo, trasmettendo sicurezza, la giusta abnegazione alla squadra (vedere che Ljajic è quello che corre di più in mezzo al campo è pazzesco…) ed esaltando al massimo le caratteristiche dei calciatori di qualità.

    Giusta anche sottolineare che “non si teme nessuno”, anche perchè schierare 3 punte + un centrocampo Baselli-Obi (non proprio Rincon-Acqua per caratteristiche) è stato segno di coraggio per trasmettere alla squadra che possiamo giocarcela con chiunque.

    Ora urge continuare su questa squadra a partire dalla tostissima trasferta di Verona (se avesse fatto risultato a Napoli sarebbe stato decisamente meglio…).

    Chiosa finale sul futuro: ora che, a mio avviso, abbiamo un Allenatore di grande esperienza, che sa il fatto suo e che ha sempre dimostrato di saper valorizzare al massimo i giocatori a disposizione, è necessario che da giungo la società – Cairo in primis – facciano un salto di qualità nell’allestimento della rosa, acquistando quei 2-3 elementi di spessore da integrare nell’11 base, in modo da poter finalmente puntare con concretezza ad obiettivi europei, senza dover sempre sperare nei mezzi miracoli sportivi.

    Presidente, questo è il momento!

    FVCG!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy