Torino, El Kaddouri “Odi et Amo”: la classe pura di un fantasista che cerca continuità

Torino, El Kaddouri “Odi et Amo”: la classe pura di un fantasista che cerca continuità

Focus on / Spesso al centro delle critiche per le sue prestazioni svogliate, il fantasista belga-marocchino ha la tecnica per fare la differenza in questo Torino. E lo ha dimostrato

 

Contestato, osannato, ancora contestato, a volte persino insultato ed umiliato, e poi ancora festeggiato: il trattamento alla “Odi et Amo” di catulliana memoria che addetti ai lavori e tifosi riservano al fantasista belga-marocchino è direttamente proporzionale all’intermittenza delle sue prestazioni, ma è parsa, spesso e volentieri, troppo severa e molto poco oggettiva la reazione di molti ai cali (fisiologici) che ha accusato nel corso della stagione Omar El Kaddouri.

LO “SHHH” DOPO UN INIZIO DIFFICILE – Quando, però, c’è stato da zittire, lui non si è fatto problemi: in Verona-Torino El Kaddouri torna finalmente al gol, e si lascia andare ad un gesto che vuole far capire che lui è tornato, e che sarebbe meglio pensare un paio di volte prima di parlare male. In effetti, comunque, le sue prestazioni d’inizio anno erano state davvero deludenti: un giocatore lontano dagli standard dell’anno scorso, svogliato, presuntuoso, poco incline alla fatica e al gioco di squadra. A Verona, però, la rinascita, contro il Cagliari la conferma, e da lì una serie di buone prestazioni per il centrocampista nordafricano.

LA DIFFERENZA – Le partite contro l’Athletic Bilbao, poi, hanno definitivamente cancellato ogni dubbio di chi ha ancora credeva di avere a che fare con il giocatore d’inizio stagione: due partite di altissimo livello giocate contro un avversario dal profilo internazionale in un palcoscenico non facile, ma gli stimoli di match dalla grandissima importanza come quelli europei hanno probabilmente  galvanizzato El Kaddouri, che ha fatto la differenza soprattutto al San Mamès, dove ha firmato anche l’assist per Darmian.

Un piede, il destro, con cui inventare, e un tocco morbido quanto deciso per fare male ai portieri e alle difese avversarie: servirà tutto l’estro di Omar El Kaddouri al Torino in questo finale di stagione, e il suo apporto è indiscutibilmente fondamentale per l’andamento dell’intera squadra. Lo si può odiare, lo si può amare, si può restarne indifferenti: quel che è certo, è che il fantasista belga-marocchino sa come alzare l’asticella tecnica dell’undici di Ventura, e questo non è un dato da sottovalutare.

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