Torino – Empoli è anche Ventura contro Sarri: quando il lavoro paga

Torino – Empoli è anche Ventura contro Sarri: quando il lavoro paga

Verso Torino – Empoli / I due tecnici hanno alle spalle una lunga gavetta, ma ora tutti stanno riconoscendo la bontà del loro operato

Sono due tra gli allenatori che più hanno inciso e sorpreso in questo campionato di serie A, attraverso il bel gioco e i risultati, portando le loro squadre oltre le aspettative di inizio stagione.

Eppure per chi conosce bene Giampiero Ventura e Maurizio Sarri “sorpreso” non è la parola adatta in quanto entrambi, per tutto il corso della loro carriera, hanno sempre fatto bene, sotto il profilo del gioco e dei traguardi, pur non arrivando mai (o non ancora) a palcoscenici da brivido.

GIAMPIERO VENTURA – Dopo aver girovagato per lo stivale, ottenendo anche brillanti promozioni in serie A con Cagliari e Lecce e dopo aver fatto sognare i tifosi di Pisa e Bari (50 punti nella stagione 2009/2010, record biancorosso nel massimo campionato), nel 2011 approda al Torino, dove raccoglie una squadra quasi allo sbando.
Al primo anno centra la promozione in serie A, poi è un crescendo di gioco, di organizzazione, di compattezza e, di conseguenza, di risultati.
Salvezza al primo anno in A, Europa League al secondo (seppur con le note vicende relative al Parma), cavalcata nelle coppe con notti magiche come quella di Bilbao e vittoria nel derby al terzo, con annessa possibilità di inseguire ancora il sogno europeo. La strada dunque continua, ma per andare avanti bisogna battere un collega ostico e scaltro come Sarri.

MAURIZIO SARRI – Una carriera in provincia, fatta di piccole soddisfazioni e di grandi sogni. Nel 2003 arriva la conquista della Coppa Italia di serie D con il Sansovino, con cui due anni prima aveva vinto il campionato di Eccellenza toscana. Poi il salto alla Sangiovannese, fino ad arrivare a squadre più importanti come il Pescara, l’Arezzo e l’Avellino. Tutti cominciano ad accorgersi delle sue qualità, ma la concorrenza è tanta ed emergere non è facile. Segnato da esperienze non felicissime sulle panchine di Verona e Perugia, nel 2010 guida l’Alessandria in Lega Pro Prima Divisione, portandola a giocarsi la semifinale play- off per la serie B contro la Salernitana nel 2011 (poi persa, con i granata del sud che a loro volta perderanno con l’Hellas di Mandorlini).
Dopo un’esperienza a Sorrento, nel 2012 arriva la chiamata che gli cambia la vita: quella dell’Empoli. Dopo un periodo di assestamento in serie B ( sconfitta in finale con il Livorno nei play – off 2013) nella stagione 2013/2014 arriva una meritatissima promozione in A, a suon di gol, gioco e risultati, oltre alla Panchina d’argento.
In pochi pensavano ad una riconferma anche nel massimo campionato, in cui, come molti dei suoi ragazzi, era un esordiente assoluto. E invece, come il Toro di Ventura, anche l’Empoli ha sorpreso tutti, ha strappato applausi e ora manca solo più l’aritmetica ad una splendida salvezza.

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