Torino: fare risultato in trasferta, per giocare sereni in casa

Torino: fare risultato in trasferta, per giocare sereni in casa

Fattore campo / All’Olimpico i meccanismi si inceppano troppo in fretta, colpa della voglia di strafare e dell’ansia da prestazione. Una sconfitta a San Siro potrebbe pesare doppio. Lontano dalla Mole ultimamente le partite migliori

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rinascita

Non è (più) un Toro da Olimpico. Questa pare essere la sentenza degli ultimi mesi di campionato, durante i quali tra le mura amiche i granata hanno lasciato indietro troppi punti, con una sola vittoria nelle ultime sette partite. Uno score deludente, soprattutto se confrontato con quello di inizio anno, quando la truppa di Ventura perse la prima partita contro l’allora capolista Inter solamente ad inizio novembre. In casa i granata fanno fatica, complice anche l’ansia da risultato che aumenta nel caso non si riesca a sbloccare immediatamente il match.

È dunque dalle gara fuori casa che deve partite la riscossa del Torino. Più libertà di giocare liberi di mente, in un ambiente ostile che, paradossalmente, potrebbe dare la carica di quel “noi contro tutti” che tanto bene fa all’orgoglio. Non può essere un caso che le ultime buone prestazioni degli uomini di Ventura siano tutte venute dal partite giocate in trasferta: gara con la Fiorentina a parte, anche nelle sconfitte (vedi Napoli) i granata si sono sempre comportati in maniera positiva, mettendo a segno anche buone prove come contro il Sassuolo, la Sampdoria, il Palermo.

Belotti e Zappacosta festeggiano la rete del temporaneo 1-1 in Sampdoria-Torino
Belotti e Zappacosta festeggiano la rete del temporaneo 1-1 in Sampdoria-Torino

Un rendimento tutto sommato accettabile: i granata, in trasferta, hanno la possibilità di far valere al meglio le proprie qualità. Fuori casa, infatti, dove a fare la partita sono chiamati i locali, i granata possono impostare un match basato sulla gestione degli spazi e sul contropiede, da sempre una delle caratteristiche migliori del gioco di Ventura, soprattutto da quando alla batteria degli attaccanti si è aggiunta una punta rapida e tecnica come Immobile. Possibilità di sfruttare le proprie abilità e tranquillità, dunque, le armi dei granata per fare male in trasferta, a cominciare dalla Scala del Calcio, palcoscenico tanto difficile quanto prestigioso.

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  1. torosemper - 1 anno fa

    Vorrei capire che cosa c’è stato di migliore lontano dall’Olimpico…Una buona, anzi buonissima prestazione di Ciro Immobile a Palermo che, da solo, ha battuto quella squadra in difficoltà e poi un pareggino meschino contro una Sampdoria in evidente stato di decomposizione. Per il resto, tolta la buona prestazione col Frosinone, è stata tutta una litania, una giaculatoria, un rosario di stenti : confusione, sprechi dilettanteschi, passaggi indietro, manovra macchinosa. E da qui non si esce, scordiamocelo. Magari, magari mi dessero torto sul campo nelle prossime cinque gare!

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