Torino-Fiorentina 2-1, quando la svolta passa dallo spogliatoio

Torino-Fiorentina 2-1, quando la svolta passa dallo spogliatoio

Mihajlovic ha avuto il grande merito di riportare grinta e autoconsapevolezza nella squadra granata

5 commenti

Un allenatore è pagato per prendere delle scelte, ma non solo: il ruolo del tecnico comprende un raggio di azione molto più ampio, che a che vedere anche e soprattutto con il lato “umano” di ogni calciatore con cui lo stesso si rapporta. Ecco perché, l’allenatore di una squadra deve essere prima di tutto un motivatore, una persona in grado di tirare fuori il meglio dai suoi ragazzi nei momenti di difficoltà, e non. Mihajlovic ha questa caratteristica, l’ha sempre avuta, anche da calciatore, e questa dote è stata apprezzata pubblicamente sia dai giocatori granata, sia dai tifosi, i quali hanno visto in lui quelle “caratteristiche di spirito” così care al mondo che gira intorno al Toro: la grinta, il tremendismo, il voler buttare il cuore oltre l’ipotetico ostacolo sempre e comunque.

A questo proposito, è insindacabile come le parole recitate da Miha nello spogliatoio granata durante l’intervallo di Torino-Fiorentina abbiano giocato un ruolo chiave nell’andamento della partita, e sui giocatori stessi. La squadra, dal rientro in campo, ha ricominciato a gestire il gioco – e a subire meno rispetto agli ultimi 20′ di prima frazione – senza il bisogno di cambi o accorgimenti tattici, semplicemente con la carica infusa dal tecnico serbo, capace di agire su cervello e gambe dei propri ragazzi come pochi altri, a questi livelli. Quando il cambio di passo, dunque, si decide nello spogliatoio, al break, e l’allenatore diventa davvero il dodicesimo (pardon, il “tredicesimo”, nel caso granata) uomo in campo, capace di impattare sulla partita in maniera indiretta, ma potentissima.

Non c’è bisogno di sforzarsi nei paragoni con il precedente allenatore Ventura, ma è indubbio che tra le qualità acquisite dal nuovo Toro di Miha ci sia un carattere da guerriero vero. E questo non può che fare la differenza in campo, dove – alla fine – conta anche e soprattutto la voglia di migliorarsi e l’autoconsapevolezza: e il Toro, per ora, ha dimostrato di possederlae entrambi. E il merito, in grande percentuale, è della guida Mihajlovic.

5 commenti

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  1. sysma_558 - 2 mesi fa

    Ma che articolo del menga, ma perché Ventura non era un motivatore tanto quanto Miha ?
    La grinta e la combattività per carità contano tanto ed a volte fanno la differenza ma poi quando l’asticella si alza entrano in gioco anche organizzazione e tattica, capacità di leggere le partite e camaleontismo della squadra. Staremo a vedere come va speriamo bene. Mi pare che nel secondo tempo con empoli il Toro non sia proprio entrato in campo (o era con l’Atalanta) ed in quel caso cosa avrà detto il mister nell’intervallo ?

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    1. Alberto Fava - 2 mesi fa

      Ciao sysma.
      I paragoni sono sempre antipatici e quasi mai giusti.
      Penso che Ventura sia stato l’uomo della svolta per il Toro ( e per nostra fortuna secondo me).
      Mihailovic ha tutte le caratteristiche per lavorare sulle basi che ha ereditato, e riportarci in alto con lo spirito giusto.
      Quello del Toro di Mondonico, Radice, Giagnoni , ecc.
      FVCG

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      1. sysma_558 - 2 mesi fa

        Ciao Alberto………magari…..quanto mi manca il Toro del Mondo!
        Speriamo e tifafiam…….tifiamo e speriamo :)
        FVCG

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    2. WGranata76 - 2 mesi fa

      Miha e GPV sono diverse per l’approccio mentale.
      Il primo è un vero motivatore, che infonde grinta e agonismo, usando uno sprone molto da “dentro o fuori”, che per ritorno negativo ha il fatto che rischi di escludere chi non emerge e non reagisce.
      Il secondo ha un approccio più da “analista” che cerca di lenire il disagio e la sfiducia dei giocatori coinvolgendoli nel gruppo, che spesso aiuta a compensare. Il ritorno in questo caso è il piatto atteggiamento dei singoli, che tendono ad uniformarsi e spegnere l’iniziativa personale.
      Gli aspetti di questi due metodi, che sono descritti anche nei manuali di Coverciano, sono ben visibili negli effetti sul campo che rispecchia quasi sempre l’approccio del mister, se la squadra lo segue.
      Per l’organizzazione e la tattica entrambi ne hanno, sia il vecchio che il nuovo mister, ma sono molto diverse nei metodi e a mio personale avviso sono entrambi abbastanza statici nel modulo 3-4 per Miha, 2 per Ventura.
      Per capacità di leggere la partita per me Ventura è inferiore a Miha.
      Sicuramente preferisco il nuovo mister come approccio con la tifoseria e con i giornalisti, che non si nasconde e dice quello che pensa anche se maldestramente alle volte e che soprattutto si prende le sue responsabilità.
      FVCG

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      1. sysma_558 - 2 mesi fa

        Sono punti di vista io la penso diversamente su tattica organizzazione di gioco e lettura della partita……..vedremo come andranno le cose …….e torno a ripetere che sarò felicissimo di sbagliare.
        Fino ad oggi nelle due partite giocate male dal Toro le responsabilità le ha sparse a destra e sinistra ma dei suoi errori non ha detto nulla.
        FORZA TORO

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