Torino-Fiorentina, Bandinelli (Corriere dello Sport): “Gara difficile, ma con un Muriel in più…”

Torino-Fiorentina, Bandinelli (Corriere dello Sport): “Gara difficile, ma con un Muriel in più…”

Intervista / La giornalista verso il match di Coppa: “Coppa Italia obiettivo concreto, Muriel darà una grossa mano”

di Nicolò Muggianu

È tutto pronto per Torino-Fiorentina. Domenica pomeriggio alle ore 15 andrà in scena allo Stadio Olimpico Grande Torino il match valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Una partita che si pronostica combattuta ed emozionante. Per comprendere al meglio quale sia l’umore in casa viola abbiamo intervistato Francesca Bandinelli, giornalista del Corriere dello Sport che segue da molto vicino le vicende legate alla squadra di Pioli.

Pioli in conferenza stampa ha detto che la Fiorentina domenica giocherà per vincere, anche se sarà dura. Pensi che la Coppa Italia possa essere realmente un obiettivo concreto per la Fiorentina?

Sicuramente la Coppa Italia è un obiettivo concreto. Anche perché la Fiorentina sono ormai tanti anni che non riesce più a vincere un trofeo. L’ultimo trofeo è stato vinto nel 2001, giust’appunto la Coppa Italia, quando c’era ancora Cecchi Gori presidente. Dall’inizio dell’era Della Valle la Fiorentina ha alzato tanti trofei, ma mai con la prima squadra maschile: sono arrivati titoli dal settore giovanile, dal calcio femminile, ma mai dalla prima squadra. È un obiettivo importante perché consentirebbe – al di là della classifica – di tenere aperta una porta verso le competizioni europee e quell’Europa League a cui la Fiorentina punta. Pioli comunque è stato chiaro: non sarà facile, soprattutto per il sorteggio perché la Fiorentina incontrerebbe tutti avversari complicati. A partire dal Torino: una partita già affrontata nel girone d’andata di campionato in cui, per altro, la Fiorentina ha incontrato diverse difficoltà.

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A proposito della gara di campionato. Forse in quell’occasione, ai punti, avrebbe meritato il Torino. Ma in ogni caso campo e classifica fino a questo momento parlano di grande equilibrio tra le due squadre. 

Mi aspetto una partita combattuta. Pioli in conferenza stampa ha detto: “Non ci mancherà il carattere”. E probabilmente è stato proprio il carattere l’elemento positivo individuato dal tecnico nella sua squadra quel 27 ottobre. Tanti errori nel primo tempo, ma un buon equilibrio nel secondo: penso che la Fiorentina dovrà ripartire da lì. Poi non dimentichiamoci che rispetto a quella partita la Fiorentina potrà contare su un’arma in più che è quella di Luis Muriel. Penso comunque che dovrà essere mantenuto il possesso palla per cercare di superare la pressione del Torino e portare a casa un successo che significherebbe molto per questo 2019. In vista della ripresa del campionato, ma anche per il morale della squadra perché una vittoria aiuterebbe a cancellare quelle negatività che in qualche modo hanno fatto da padrone durante la fine del 2018.

Come ti spieghi il calo dal punto di vista realizzativo della Fiorentina: Muriel è davvero il ‘problem solver’ o servirà qualcosa in più, a partire dai giocatori che Pioli ha già in casa?

Credo che Muriel possa dare un grande contributo. Per altro oggi si è presentato e ha spiegato che i suoi numeri sono importanti, specialmente in Italia, e li ha costruiti quando davanti a sé ha avuto una punta a cui fare riferimento. Ha parlato di Di Natale ai tempi dell’Udinese e di Quagliarella alla Sampdoria. Indiscutibilmente in questa prima parte della stagione Simeone ha messo in evidenza alcuni limiti, in particolare dal punto di vista della continuità. Ha bisogno di ritrovare quella continuità in termini realizzativi che più gli manca. Ma comunque credo che con Chiesa, Muriel e lo stesso Simeone possa essere data una svolta sul fronte offensivo.

La Fiorentina è reduce dal ritiro di Malta: è stata un’esperienza che ha contribuito a cementificare il gruppo o sarebbe stato meglio lavorare qualche giorno in più a Firenze?

Il ritiro è stato molto importante dal punto di vista del morale della squadra. La Fiorentina è un gruppo che fonda gran parte della propria forza proprio anche sul feeling che c’è tra gli stessi giocatori. Muriel oggi ha detto una cosa molto importante, ha detto “io sono arrivato soltanto da qualche giorno, ma mi sono ritrovato a lavorare in un clima talmente perfetto che mi è sembrato di lavorare qui da tantissimi anni”. La squadra ha lavorato, Pioli ha avuto modo di vedere più da vicino anche quei giocatori che hanno avuto meno spazio in campionato. Penso ad esempio a Nørgaard, che era stato schierato dal 1′ in mezzo al campo contro il Genoa e ha dimostrato di potersi far valere in questa posizione.

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Lunedì scorso, il 7 gennaio, è stato il primo compleanno senza Davide Astori. Considerando anche il gemellaggio tra le due tifoserie, è previsto qualcosa di particolare in vista del match di domenica?

Davide Astori è nel cuore non solo di tifosi e giocatori, ma resta nel cuore di tutta la città. Lunedì è stato un giorno abbastanza particolare: da un lato la tristezza per una persona che non c’è più, ma dall’altra resta ben chiaro a tutti l’esempio e tutto quello che lui è riuscito a lasciare nel mondo del calcio ancor prima che a Firenze. Lo hanno ricordato un po’ tutti i club, molti dei giocatori che con lui hanno condiviso lo spogliatoio. L’applauso al minuto 13 è un po’ il “Leitmotiv” che ci accompagna da quel maledetto 4 marzo, sicuramente i tifosi della Fiorentina che saranno presenti allo stadio Grande Torino lo ricorderanno anche in quest’occasione. Al momento comunque non mi risulta che siano in programma manifestazioni particolari, anche perché in queste occasioni è il cuore a prevalere sulla ragione.

Un ultima battuta: la probabile formazione della Fiorentina.

Bella domanda. Pioli sa che Mazzarri è un allenatore molto preparato, che studia molto anche l’avversario, e quindi non si è lasciato scucire molto a riguardo. Uno dei ballottaggi come detto sarà a centrocampo: bisogna decidere chi detterà i tempi tra Veretout e Nørgaard. Dovesse giocare il secondo in mezzo al campo, il francese tornerebbe da interno di centrocampo insieme a Benassi; che resta uno dei punti fermi della squadra, nonché capocannoniere della Fiorentina in campionato. Un’altra alternativa a centrocampo potrebbe essere Gerson, che insieme a Pjaca è uno degli acquisti estivi che sin qui ha deluso di più. In attacco potrebbe esserci Muriel dal 1′, con un modulo ad albero di Natale con Chiesa e Muriel (appunto) alle spalle di Simeone. In caso di 4-3-3 puro invece l’indiziato per il ruolo di esterno potrebbe essere Mirallas. In difesa non sembrano esserci grossi dubbi: Pezzella e Vitor Hugo in mezzo, Milenkovic a destra e Biraghi a sinistra. A sinistra lascerei aperto un piccolo ballottaggio con Hancko, perché Biraghi ha subito un colpo in amichevole. Ma comunque dovrebbe farcela.

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  1. Marchese del Grillo - 5 giorni fa

    Ehhhh, ma noi abbiamo Pereyra a centrocampo!
    Ah, no? Cazz!

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