Torino-Fiorentina: l’esperienza di Ventura vince sul gioco di Sousa

Torino-Fiorentina: l’esperienza di Ventura vince sul gioco di Sousa

Torino-Fiorentina / Il tecnico ligure batte l’ex Basilea sulla distanza, dimostrandosi un’altra volta un grande maestro di calcio

6 commenti
torino-milan

Il duello nel duello tra Ventura e Sousa ha avuto un esito – come naturale – unico ed univoco: l’esperto allenatore ligure, infatti, ha vinto il confronto con l’ex tecnico del Basilea, trionfando “sulla distanza” grazie ad un approccio rivoluzionato nella ripresa rispetto alla prima frazione di gara.

Se fosse durata solo 45’, allora la gara dell’Olimpico avrebbe sancito il trionfo di Sousa e la disfatta di Ventura: il primo tempo giocato dagli uomini in viola, infatti, ha messo in risalto le capacità tattiche dell’allenatore ex Basilea, capace di schierare una squadra con un credo ben preciso e mai banale. Il canovaccio della partita, infatti, fino al duplice fischio di Tagliavento, ha visto la Fiorentina orchestrare sapientemente la manovra a centrocampo, dove il Toro – pur essendo in superiorità numerica – non è riuscito mai a spezzare il tiki-taka viola, dimostrandosi fiacco e senza idee. Gli esterni granata, poi, sono parsi molto imballati, con Gilberto ed Alonso liberi di proliferare giocate in continuazione, senza incontrare una vera e propria resistenza.

La ripresa, però, ha avuto un copione bene diverso, e “sul lungo” l’esperienza tattica di Ventura è venuta fuori. Il centrocampo ha sfruttato l’uomo in più per cercare quegli spazi a ridosso dell’area di Tatarusanu, e la pressione sul possessore di palla già da parte di Quagliarella ha permesso a Glik e compagni di guadagnare palloni importanti. Anche gli esterni Peres e Avelar hanno finalmente accesso il turbo e giocato come il tecnico granata desidera, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sousa è stato sorpreso dalla reazione del Torino e non ha saputo cambiare volto alla gara dopo il ribaltone granata, inserendo la punta Rebic, Rossi e Bernardeschi ma non cambiando modulo, limitando dunque le potenzialità dei tre giocatori e sottraendo energie ad un centrocampo ormai alle corde.

Ventura, dunque, ha fatto conoscere il sapore della sconfitta ad un allenatore che in Italia, per ora, aveva nel suo score una vittoria su una: una grande lezione di calcio, da parte di un maestro assoluto.

6 commenti

6 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. mago Abedì - 2 anni fa

    tutto bello e condivisibile.

    ricordiamoci però che fino ad oggi in italiano proliferare è intransitivo…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. RDS- toromaremmano - 2 anni fa

    Questo uomo non è un allenatore,ma è un mago a cui per l’80% vanno i meriti di dove siamo arrivati oggi,
    sfido chiunque ha dimostrare che un’altro allenatore in quattro anni con il materiale a disposizione avrebbe ottenuto i suoi risultati

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. maraton - 2 anni fa

      impossibile emulare la crescita venturiana. per quanto mi sforzi nomi non mi vengono in mente. ognuno ha qualcosa, ma gli manca qualcos’altro. pur sbagliando (è umano) qualche volta sulla lunga distanza ha di fatto miracolato il toro, dandogli un gioco, rivalutando giocatori, e rigenerandone altri :)

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. LoviR - 2 anni fa

        Con quello che aveva a disposizione ha fatto veramente molto, ma non ci sono limiti ai miglioramenti e mi auguro faccia ancora di meglio e ci porti sempre più in alto!

        Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Alberto Fava - 2 anni fa

      Non ti do un ” mi piace”, sono contrario a sta robe. Ma te lo scrivo direttamente che il tuo commento è il mio pensiero, da sempre, da quando è arrivato.
      Lo seguivo già ai tempi che allenava a Cagliari, è un vero maestro come pochissimi ( forse il solo Guidolin).

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Alberto Fava - 2 anni fa

        Dai tempi….

        Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy