Torino-Fiorentina, perché si e perché no: la rivincita e i cali di tensione

Torino-Fiorentina, perché si e perché no: la rivincita e i cali di tensione

Verso il match / 3 motivi per credere nel Torino, 3 motivi per temere la Fiorentina

di Gualtiero Lasala, @LasalaGualtiero

RIVINCITA

Genoa CFC v Torino FC - Serie A

Il Torino andrà a sfidare la Fiorentina nella prossima gara di campionato, allo stadio Olimpico Grande Torino, alle ore 20:30 di questo sabato. Analizziamo la partita, ora, discutendo quali sono tre motivi per i quali il Toro dovrebbe credere nella vittoria, e altri tre per i quali la strada è molto in salita.

Il primo motivo per il quale credere nel Toro, è la voglia di rivincita. Dopo il pareggio rimediato contro il Bologna, con una rimonta subita in maniera assurda, i granata dovrebbero quantomeno avere quello spirito di rivincita che potrebbe guidarli verso una vittoria casalinga per riprendere il cammino in campionato. Sarà molto importante avere questo sentimento di rivalsa nei confronti di una prestazione che ha condannato i granata a buttare via due punti.

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  1. granata - 3 settimane fa

    Non credo purtroppo che i problemi del Toro siano soprattutto di cali di tensione in campo. Pesano altri fattori: la scarsa propensione a ricoprire i ruoli affidati ai giocatori dal tecnico, vedi Berenguer a fare il terzino o Baselli spesso utilizzato come incontrista, l’ isolamento di Belotti, costretto a fare il boia e l’ impiccato e così molto appannato nelle pochissime occasioni in cui si trova dove dovrebbe essere e cioè al centro dell’ attacco. Pesano poi le scelte tattiche e di uomini da mandare in campo. Se Meitè da quattro giornate fornisce prestazioni insufficienti, il tecnico avrebbe già dovuto prendere provvedimenti, se la formula adottata non dà i risultati sperati di gioco bisognerebbe cambiarla. Pesa poi molto l’ evidente scollamento tra scelte societarie e idee del tecnico. La società decide di investire una trentina di milioni di euro su Soriano e Zaza, due giocatori dal passato importante, soprattutto per squadre come il Torino (che non è il Barcellona, la Juventus, il Chelsea, Il Psg o il Manchester City), ma il tecnico non tenta di adattare il modulo di gioco per fare loro posto, provando e riprovando per non deprezzare l’ investimento e arrendendosi solo quando l’ evidenza dimostri che i due non sono utili alla causa. Non solo. Mette subito le mani avanti, mostra fastidio per i due nuovi arrivi e praticamente li accantona. E così siamo arrivati alla 10/ma giornata di campionato con carenze di personalità in campo, un modulo di gioco prudenziale (una sola punta) che non ha evitato di prendere 4 goal in due giornate da squadre molto scarse, e problemi della manovra, che rimane spesso balbettante: la squadra si allunga troppo, in fase di contenimento denuncia palesi difficoltà e manca di un suggeritore che lanci a rete con sagacia i compagni (per fortuna che è rientrato Iago Falque che gioca per due). Tutta colpa di Mazzarri? Naturalmente no: la società ha mostrato ancora una volta un certo dilettantismo gestionale, frutto di uno staff dirigenziale probabilmente migliorabile se si vogliono ottenere migliori risultati sportivi. Come si fa a impostare una campagna acquisti slegata da quelli che erano i desideri dell’ allenatore? E perchè scegliere sempre delle scommesse (Meitè, Ole Aina, Djidji, lo stesso Soriano) anche abbastanza costose e non puntare su giovani giocatori emergenti (penso a Lazzari e Barella), così come su allenatori ambiziosi, coraggiosi e con la voglia di affermarsi (penso a un Gasperini o a un Semplici)? Questa è la mia opinione, ovviamente opinabile come tutte le opinioni e spero di essere smentito da future prestazioni maiuscole in campo a cominciare da domenica prossima.

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  2. GlennGould - 3 settimane fa

    Francamente, dopo il pareggio in una partita del genere, difficile fare pronostici per quella dopo.
    Sarei curioso si sapere cosa si sono detti negli spogliatoi a Bologna, e cosa poi ha detto loro la società. Ammesso che abbia detto qualcosa. (Cairo manco era allo stadio, in compenso poi è andato a San Siro a vedere il derby).

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