Torino-Fiorentina, perché si e perché no: la rivincita e i cali di tensione

Torino-Fiorentina, perché si e perché no: la rivincita e i cali di tensione

Verso il match / 3 motivi per credere nel Torino, 3 motivi per temere la Fiorentina

di Gualtiero Lasala, @LasalaGualtiero

TENSIONE

Bologna FC v Torino FC - Serie A

Infine, l’argomento più attuale e trattato negli ultimi giorni. I cali di tensione sono diventati, purtroppo, una costante in questo Torino, che non riesce a mantenere il livello di concentrazione alto per tutto il corso dei 90 minuti della gara, ma va a sprazzi. Contro la Fiorentina bisognerà lavorare soprattutto su questo, per cercare di non gettare al vento altri punti importanti, come successo a Bologna. Perché se alla Viola si concedono anche pochi minuti, la partita potrebbe prendere una piega difficilmente recuperabile. Se invece il Toro giocherà sul livello visto nel primo tempo a Bologna, per tutto l’arco del match, allora potrà portare a casa tre punti fondamentali

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  1. granata - 7 mesi fa

    Non credo purtroppo che i problemi del Toro siano soprattutto di cali di tensione in campo. Pesano altri fattori: la scarsa propensione a ricoprire i ruoli affidati ai giocatori dal tecnico, vedi Berenguer a fare il terzino o Baselli spesso utilizzato come incontrista, l’ isolamento di Belotti, costretto a fare il boia e l’ impiccato e così molto appannato nelle pochissime occasioni in cui si trova dove dovrebbe essere e cioè al centro dell’ attacco. Pesano poi le scelte tattiche e di uomini da mandare in campo. Se Meitè da quattro giornate fornisce prestazioni insufficienti, il tecnico avrebbe già dovuto prendere provvedimenti, se la formula adottata non dà i risultati sperati di gioco bisognerebbe cambiarla. Pesa poi molto l’ evidente scollamento tra scelte societarie e idee del tecnico. La società decide di investire una trentina di milioni di euro su Soriano e Zaza, due giocatori dal passato importante, soprattutto per squadre come il Torino (che non è il Barcellona, la Juventus, il Chelsea, Il Psg o il Manchester City), ma il tecnico non tenta di adattare il modulo di gioco per fare loro posto, provando e riprovando per non deprezzare l’ investimento e arrendendosi solo quando l’ evidenza dimostri che i due non sono utili alla causa. Non solo. Mette subito le mani avanti, mostra fastidio per i due nuovi arrivi e praticamente li accantona. E così siamo arrivati alla 10/ma giornata di campionato con carenze di personalità in campo, un modulo di gioco prudenziale (una sola punta) che non ha evitato di prendere 4 goal in due giornate da squadre molto scarse, e problemi della manovra, che rimane spesso balbettante: la squadra si allunga troppo, in fase di contenimento denuncia palesi difficoltà e manca di un suggeritore che lanci a rete con sagacia i compagni (per fortuna che è rientrato Iago Falque che gioca per due). Tutta colpa di Mazzarri? Naturalmente no: la società ha mostrato ancora una volta un certo dilettantismo gestionale, frutto di uno staff dirigenziale probabilmente migliorabile se si vogliono ottenere migliori risultati sportivi. Come si fa a impostare una campagna acquisti slegata da quelli che erano i desideri dell’ allenatore? E perchè scegliere sempre delle scommesse (Meitè, Ole Aina, Djidji, lo stesso Soriano) anche abbastanza costose e non puntare su giovani giocatori emergenti (penso a Lazzari e Barella), così come su allenatori ambiziosi, coraggiosi e con la voglia di affermarsi (penso a un Gasperini o a un Semplici)? Questa è la mia opinione, ovviamente opinabile come tutte le opinioni e spero di essere smentito da future prestazioni maiuscole in campo a cominciare da domenica prossima.

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  2. GlennGould - 7 mesi fa

    Francamente, dopo il pareggio in una partita del genere, difficile fare pronostici per quella dopo.
    Sarei curioso si sapere cosa si sono detti negli spogliatoi a Bologna, e cosa poi ha detto loro la società. Ammesso che abbia detto qualcosa. (Cairo manco era allo stadio, in compenso poi è andato a San Siro a vedere il derby).

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