Torino-Fiorentina: personalità da “Big”, ma primo tempo da dimenticare

Torino-Fiorentina: personalità da “Big”, ma primo tempo da dimenticare

L’analisi a mente fredda / Approccio di nuovo sbagliato per i granata di Ventura, che nella ripresa si trasformano e sfoderano un gioco da grande squadra

Marcos Alonso, Fiorentina (foto getty)

Il Toro ha battuto la Fiorentina, e questo sicuramente non è poco: i granata hanno infatti sconfitto una delle squadre più preparate ed in forma del campionato, palesando una buona condizione fisica, anche se l’approccio della gara – per la terza volta su tre uscite ufficiali – è nuovamente da dimenticare.

PRIMO TEMPO DA INCUBO – I primi 45’ della gara dell’Olimpico, infatti, sono stati tutt’altro che esaltanti per gli uomini di Ventura: difficoltà nella costruzione del gioco e nelle ripartenze, sottomissione assoluta al giro-palla viola, per un totale di un tiro in porta (il colpo di testa di Quagliarella) e poca lucidità in entrambe le fasi di gioco. Un Torino, dunque, imballato, che subisce gol nuovamente nei primi minuti (come a Frosinone) e che fatica ad entrare in partita, palesando difficoltà psicologiche e di gioco che sono diventati una costante dei primi tempi granata.

RIPRESA DA GRANDE SQUADRA – Nella ripresa, invece, il Torino subisce una metamorfosi che ormai non si può più dire inaspettata dopo questa prime uscite ufficiali: i granata fanno gioco, sono più ordinati tatticamente, e riescono a spezzare il tiki-taka di Sousa con maggiore frequenza. Il cambio Acquah per Benassi da nuova grinta al centrocampo, ed è di nuovo dai calci da fermo che il Toro – come la scorsa stagione – riesce a fare male, sfruttando le capacità di Glik e la reattività di Moretti. Gli uomini di Ventura riescono anche a prendere in controtempo i difensori viola in occasione del raddoppio, con l’imbucata di Bruno Peres per Quagliarella che evidenzia una capacità, che sembrava smarrita, nel ribaltare l’azione in pochi secondi. Il gran gol di Baselli, poi, s’inserisce in un mosaico “psicologico” che palesa una fiducia nelle proprie capaictà fondamentale per qualsiasi squadra, ancora di più se si tratta di un gruppo giovane.

Un approccio alla gara, dunque, che va rivisto, perché non si può pensare di disputare le restatnti partite su questo canovaccio: Ventura lo sa, ed è conscio che il Toro vero è quello “da ripresa”, e che se l’undici schierato riuscisse ad iniziare come solitamente finisce, allora sarebbero pericoli veri per tutte le altre squadre della Serie A. Tutte.

3 commenti

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  1. Jerry - 2 anni fa

    Ieri sera abbiamo concesso troppo campo a i viola, correndo a vuoto nel loro giro palla.. Eravamo statici.. Senza una pressione nei confronti dell’avversario… La metamorfosi è avvenuta alzando il baricentro della squadra.. Accorciando i reparti tra di loro… E soprattutto perché Peres non si è fatto più schiacciare ma ha attaccato Alonso…..così avevamo lo sbocco su entrambi le fasce e siamo risultati più incisivi…..

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  2. maraton - 2 anni fa

    diciamo che baselli dopo il “numero” di aver seminato 4 viola palla al piede pochi minuti prima, in occasione del goal se avesse tirato da centrocampo avrebbe fatto goal lo stesso…era in piena trance agonistica 😉

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    1. maraton - 2 anni fa

      aggiungo che spero di vederne molte di queste “trance” ….. da stufarmi 😉

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