Torino, Gazzi e la continuità nelle prestazioni: diga insuperabile davanti alla difesa

Torino, Gazzi e la continuità nelle prestazioni: diga insuperabile davanti alla difesa

Focus on / Un girone di ritorno, per ora, sull’onda positiva dell’andata. Il miglior rendimento in carriera 

Lo stop del campionato è un buon momento per analizzare il rendimento dei giocatori granata, specialmente quelli che si sono maggiormente distinti positivamente. Uno su tutti spicca particolarmente Alessandro Gazzi che in questa stagione ha messo in campo il miglior rendimento in carriera.

GRINTA E CUORE – Il centrocampista veneto è uno dei fedelissimi di Ventura, visto che lo ha già avuto nella positivissima esperienza barese, a da quando è arrivato a Torino si è subito conquistato l’affetto de tifosi per la sua grinta e il suo dare tutto in ogni partita. Il numero 14 è imprescinbile per il centrocampo granata ed è dimostrato dalle 22 presenze e dai 1821 minuti giocati in questa stagione.

METTE SEMPRE LA GAMBA – E’ anche il più “cattivo” tra i giocatori di Ventura con ben 9 cartellini gialli rimediati, ma questo sicuramente vuol dire che non si tira mai indietro e quando c’è da lottare lui è sempre in prima linea. Da ricordare in questa stagione la grande partita giocata a San Pietroburgo nell’andata degli ottavi di Europa League, quando con la squadra in 10 e allo sbando lui fu l’unica fiammella nel freddo russo e risultò il migliore in campo.

IL MURO ROSSO – Gazzi fino a questo momento della stagione è anche il migliore, tra i suoi compagni di squadra con molte presenze, nella classifica dei palloni recuperati. Infatti il calciatore dai capelli rossi ha una media del 16.7% di palle recuperate a partita, dimostrando così di essere un prezioso aiuto per i difensori in fase difensiva. Questa un’ulteriore dimostrazione di quanto Ventura faccia bene a schierarlo e a fare a meno di lui da quando è arrivato al Toro.

Dunque Gazzi è di sicuro uno dei simboli, insieme a capitan Glik di questo rinato Torino, che magari non si distingue per qualche giocata particolare, per un assist regalato o per un gol segnato, ma per tutto quel lavoro oscuro che svolge in campo, che non viene molto notato, ma che è tremendamente essenziale per raggiungere un risultato positivo.

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