Torino-Genoa: una sfida fuori dagli schemi, unica in Serie A

Torino-Genoa: una sfida fuori dagli schemi, unica in Serie A

Verso Torino-Genoa / Un match che negli ultimi cinque anni non è mai stato banale, e che ha contribuito a riscrivere l’annalistica del nostro calcio

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Torino-Genoa è una partita che non può essere paragonata ad altre: la storia passata, infatti, ma anche pesantemente quella recente, collocano questa sfida come una tra le più affascinanti e dense di significato del nostro calcio, nel bene e nel male.

Gemellate sugli spalti, poi non più, granata e rossoblù sul campo non se le sono mai mandate a dire, e anche negli ultimi anni si è assistito quasi sempre a partite ad alto tasso di agonismo e tensione sportiva: a match entrati di fatto nella storia della Serie A, per un motivo o per un altro. Già, perché Torino-Genoa è la partita del 2-3 di Milito e Rolando Bianchi che condannò il Torino alla Serie B e ruppe un gemellaggio storico, è sicuramente anche l’urlo di Immobile e Cerci nei minuti di recupero, o la doppietta di un Glik formato centravanti, ma è anche quello 0-0 per niente divertente (e per niente all’insegna di sportività ed agonismo) che fece urlare allo scandalo la Maratona tre anni fa. Perché per partita diversa dalle altre, molto spesso, s’intende anche questo: match in cui può succedere di tutto, o dove non accade proprio nulla, ma che non finisce in entrambi i casi mai con i 90′ di gara, lasciando dietro strascichi di emozioni, negative e positive insieme. Comunque fortissime.

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Glik festeggia il secondo gol contro il Genoa.

E’ la diversità intrinseca della partita che sorprende: qualsiasi sia la condizione di forma, di classifica, di motivazione, Toro e Genoa non cadono in banalità. Divertono, offendono, fanno arrabbiare, ma  non passano mai inosservate, in uno scontro capace d’innescare polemiche e grandi giocate, gol all’ultimo minuto e fischi di stizza e di rabbia da parte di uno stadio intero.

Torino e Genoa, 16 scudetti in due, si sfideranno anche questa sera all’Olimpico, in una partita che – abbandonando ogni retorica – ha contribuito a scrivere il Grande Libro della Storia del nostro calcio, e non con il risultato in sé. E questo, davvero, non è poco.

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