Torino: Glik capitano, trascinatore e (quasi) recordman: il legame con il granata è sempre più forte

Torino: Glik capitano, trascinatore e (quasi) recordman: il legame con il granata è sempre più forte

Focus on/ Il difensore polacco insegue il record di gol. Quest’anno si è affermato come grande campione, il fatto che percepisca uno stipendio inferiore di Barreto la dice lunga sul suo attaccamento alla maglia

Il Toro si gode un giorno di meritato riposo dopo la vittoria di Bergamo. Convincente nel primo tempo, piuttosto sofferta nel secondo. I granata hanno avuto tanti meriti e alcuni demeriti di squadra. Se c’è però un giocatore che, ancora una volta, non ha deluso e ha sbrogliato la matassa, questo è Kamil Glik. Il polacco granata sta vivendo una grandissima stagione, la migliore della sua carriera, e sta letteralmente incidendo la sua immagine nella storia del Toro.

Grinta, corsa, cuore e fiuto del gol: dove c’è lui non si passa. Attaccanti o difensori che siano, tutti lo temono. Superarlo (specialmente nello stacco aereo) è un’impresa, perderlo nelle marcature su calcio piazzato è un attimo. Il difensore polacco in questa stagione ha messo a segno ben sette (!) gol in campionato, quando mancano ancora nove giornate al termine, e uno in Europa League. Pochi sono riusciti a fare come o più di lui in precedenza: davanti al granata per numero di gol in una sola stagione ci sono infatti ormai solo più Facchetti (10) e Materazzi (12).

A conferire maggior valore a quanto sta facendo il capitano granata (nonché un briciolo di incredulità nei confronti delle strategie dirigenziali), il suo stipendio. O meglio, il suo stipendio rapportato a quanto guadagnano i compagni di squadra. Glik non guadagna certamente poco, specialmente in tempo di crisi (450mila euro), ma se si pensa agli stipendi medi del mondo del calcio, o anche solo ad un certo Barreto, fuori rosa e mai determinante in due anni in granata, che percepisce ben 600 mila euro annui, ecco che qualcosa non torna. Ma tralasciando questi discorsi, tornando a parlare di calcio giocato, una cosa ancora appare evidente: l’attaccamento del capitano alla maglia granata.

Roccia in mezzo alla difesa, goleador in avanti, tra campionato e coppe quest’anno è già sceso in campo ben 35 volte, senza contare le presenze (sempre da leader) cona la nazionale polacca: un’enormità. L’avventura europea ha fatto inoltre crescere la sua esperienza: dopo questa stagione, fino a questo momento gli spetta un posto di diritto come migliore centrale del campionato. Inoltre, è anche colui che tra i difensori europei ha finora segnato di più: lo inseguono a sei reti Naldo e R.Rodriguez. Ora la concentrazione è massima per le ultime partite, in attesa del prossimo anno, dove si spera che arrivi la conferma definitiva a livelli da campione. Sempre con il Toro, sempre con il granata cucito addosso, continuando a leggere i nomi a Superga e sperando di potersi allenare anche lui un giorno al Fila.    

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