Torino: Glik capitano, trascinatore e (quasi) recordman: il legame con il granata è sempre più forte

Torino: Glik capitano, trascinatore e (quasi) recordman: il legame con il granata è sempre più forte

Focus on/ Il difensore polacco insegue il record di gol. Quest’anno si è affermato come grande campione, il fatto che percepisca uno stipendio inferiore di Barreto la dice lunga sul suo attaccamento alla maglia

di Lorenzo Bonansea, @BonanseaLorenzo

Il Toro si gode un giorno di meritato riposo dopo la vittoria di Bergamo. Convincente nel primo tempo, piuttosto sofferta nel secondo. I granata hanno avuto tanti meriti e alcuni demeriti di squadra. Se c’è però un giocatore che, ancora una volta, non ha deluso e ha sbrogliato la matassa, questo è Kamil Glik. Il polacco granata sta vivendo una grandissima stagione, la migliore della sua carriera, e sta letteralmente incidendo la sua immagine nella storia del Toro.

Grinta, corsa, cuore e fiuto del gol: dove c’è lui non si passa. Attaccanti o difensori che siano, tutti lo temono. Superarlo (specialmente nello stacco aereo) è un’impresa, perderlo nelle marcature su calcio piazzato è un attimo. Il difensore polacco in questa stagione ha messo a segno ben sette (!) gol in campionato, quando mancano ancora nove giornate al termine, e uno in Europa League. Pochi sono riusciti a fare come o più di lui in precedenza: davanti al granata per numero di gol in una sola stagione ci sono infatti ormai solo più Facchetti (10) e Materazzi (12).

A conferire maggior valore a quanto sta facendo il capitano granata (nonché un briciolo di incredulità nei confronti delle strategie dirigenziali), il suo stipendio. O meglio, il suo stipendio rapportato a quanto guadagnano i compagni di squadra. Glik non guadagna certamente poco, specialmente in tempo di crisi (450mila euro), ma se si pensa agli stipendi medi del mondo del calcio, o anche solo ad un certo Barreto, fuori rosa e mai determinante in due anni in granata, che percepisce ben 600 mila euro annui, ecco che qualcosa non torna. Ma tralasciando questi discorsi, tornando a parlare di calcio giocato, una cosa ancora appare evidente: l’attaccamento del capitano alla maglia granata.

Roccia in mezzo alla difesa, goleador in avanti, tra campionato e coppe quest’anno è già sceso in campo ben 35 volte, senza contare le presenze (sempre da leader) cona la nazionale polacca: un’enormità. L’avventura europea ha fatto inoltre crescere la sua esperienza: dopo questa stagione, fino a questo momento gli spetta un posto di diritto come migliore centrale del campionato. Inoltre, è anche colui che tra i difensori europei ha finora segnato di più: lo inseguono a sei reti Naldo e R.Rodriguez. Ora la concentrazione è massima per le ultime partite, in attesa del prossimo anno, dove si spera che arrivi la conferma definitiva a livelli da campione. Sempre con il Toro, sempre con il granata cucito addosso, continuando a leggere i nomi a Superga e sperando di potersi allenare anche lui un giorno al Fila.    

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