Torino, i numeri: contro il Palermo bisogna controllare mediana e Vazquez

Torino, i numeri: contro il Palermo bisogna controllare mediana e Vazquez

Statisiche / L’Italo-argentino arma in più di Iachini, mentre il centrocampo rosanero fatica

Il Torino si prepara, nella giornata odierna, ad ospitare il Palermo, partito bene in questo campionato (2 vittorie in avvio), ma che poi ha conquistato solamente un punto nelle ultime tre uscite, perdendo le ultime due. I rosanero, tuttavia, rimangono una squadra da tenere sott’occhio, soprattutto a causa di un giocatore capace di accendere la lampadina in qualsiasi instante: Franco Vazquez.

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Franco Vazquez, pericolo numero uno in casa Palermo

L’oriundo agli ordini di Iachini, infatti, è sicuramente il cardine del gioco palermitano, come testimoniano le 5 palle-gol create nell’ultima sfida interna contro il Sassuolo: se i rosanero non riescono a concretizzare è colpa soprattutto di una sterile fase offensiva, dove Gilardino – non uno qualunque – non è ancora entrato nei meccanismi della squadra e gli infortuni con concedono alternative. Starà dunque alla difesa del Toro chiudersi a dovere e badare soprattutto alle scorribande dell’italo-argentino. Per farlo, ci vorrà un’ottima prestazione atletica, ciò che è mancato a Verona: nella sfida contro il Chievo, infatti, soltanto Vives è stato in grado di correre – di poco – oltre i 10 chilometri, mentre ben quattro clivensi, per fare un confronto, si sono assestati sopra gli 11. Numeri significativi che dimostrano come nel calcio moderno sia sempre più necessario essere al top della forma, con gambe leggere e rapide per coprire gli spazi e ripartire in velocità. E il Palermo? 8 km complessivi in più dei granata, con quattro giocatori – Vazquez, Lazaar, Struna e Gilardino – sopra i 10.

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Giuseppe Vives, il “maratoneta”di questo Toro

Allora dov’è che il Toro può far male? Sicuramente a centrocampo, dove i rosanero hanno avuto parecchie difficoltà a gestire la situazione contro il Sassuolo, con un baricentro al di sotto della metà campo, e di conseguenza troppo spazio lasciato alle iniziative incontrastate degli avversari, anche a causa di giocatori troppo lontani tra loro, con una lunghezza media di oltre 20 metri maggiore rispetto a quella degli emiliani. Se il Torino riuscisse e ripetere il canovaccio del primo tempo contro la Sampdoria, dove occupò stabilmente la metà campo avversaria, ecco che si potrebbero materializzare spazi e tempi nei quali creare i presupposti per azioni pericolose.

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Marco Benassi: possibile il suo impiego dal 1′, dovrà dare il giusto equilibrio in mezzo

Un Toro, dunque, che ha tutte le carte in tavola per poter avere la meglio degli avversari; deve mettere in campo però, rispetto a Verona, più fiato e più iniziativa, ma questo Ventura – ne siamo certi – lo sapeva già da sé.

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