Torino, il vantaggio di avere la mente sgombra per affrontare il derby

Torino, il vantaggio di avere la mente sgombra per affrontare il derby

Verso il Derby della Mole/ Granata con tutta la settimana per pensare alla sfida, sulla Juventus può pesare l’impegno europeo

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Eccoci qui, la settimana del derby è iniziata. Cinque mesi fa fu quel maledetto tiro di Pirlo a tempo scaduto a condannare alla sconfitta un Toro coraggioso. Domenica i granata cercheranno la vendetta dopo venti anni senza vittoria: l’impresa è complicata, ma ci sono degli spunti che possono fare ben sperare.

JUVE COL PILOTA AUTOMATICO – Partiamo per una volta dagli avversari: la Juventus ha già ampiamente vinto il campionato, tenendo un ritmo alto ma soprattutto sfruttando al massimo la mancanza di una reale antagonista, complice soprattutto l’imbarazzante girone di ritorno della Roma e la troppa discontinuità di Lazio e Napoli. I bianconeri arriveranno domenica dopo un probante impegno europeo: a prescindere dall’esito della sfida partite di quel livello consumano molte energie fisiche e soprattutto psicologiche. In Italia i bianconeri stanno viaggiando con il pilota automatico inserito gestendo le partite e tentando di vincerle con il minimo sforzo possibile: questo in casa riesce quasi sempre (imbarazzante la facilità con cui la squadra di Allegri ha risolto la pratica Lazio, la squadra più in forma del campionato), mentre lontano dallo Juventus Stadium i bianconeri qualche difficoltà in più la trovano; nelle 5 trasferte del girone di ritorno hanno vinto solo una volta, conquistando appena 6 punti. Il tifo granata ed un Toro aggressivo e compatto sin dai primi minuti potrebbero mettere in difficolta la Vecchia Signora.

IL TORO C’È – Dall’altra parte invece la squadra di Ventura arriva alla stracittadina in una condizione non ottima, ma comunque molto buona: 8 punti conquistati nelle ultime 4 partite, una sola sconfitta nelle ultime 8 gare in casa sono dati che aiutano a guardare al 26 aprile con un po’ più ottimismo del solito, o almeno con molte più certezze rispetto a quante ce ne fossero prima della partita di andata. Il pari contro il Sassuolo ha lasciato un po’ di amaro in bocca perché si è persa la possibilità di ridurre il distacco dalla Sampdoria, ma la squadra ha disputato una prestazione buona e la sconfitta della Fiorentina riporta il sesto posto a soli 5 punti di distanza: è mancato il secondo gol, ma non ci sono stati grossi passi indietro sul piano del gioco. La corsa all’Europa League è comunque un qualcosa in più, non certo l’obiettivo su cui valutare la stagione granata: il Torino ha il vantaggio in queste ultime giornate di correre per questo obiettivo senza il timore che il non raggiungerlo comprometta l’intera annata. In chiave derby poi il fatto di poter preparare la sfida per tutta la settimana è un dettaglio da non sottovalutare.

SOLUZIONI VINCENTI – I  calci piazzati, specialmente i calci d’angolo, e le ripartenze veloci in contropiede: potrebbero essere queste le armi decisive del Toro per cercare di spuntarla domenica pomeriggio. I granata non dovranno snaturare il loro gioco, ma avere pazienza ed essere pronti a colpire quando le maglie della Juventus concederanno loro qualche varco. La chiave sarà il cinismo sotto porta: è difficile immaginare un Torino con più di 3-4 occasioni da gol e in qui momenti servirà la massima determinazione e cattiveria per sfruttarle. Difensivamente la squadra granata è solida; la Juventus però ha quei campioni, Tevez su tutti, che possono risolvere da soli una situazione complessa. Occorrerà quindi la stessa attenzione che ad esempio contro il Napoli fu dedicata ad Higuain, reso quella sera pressoché inoffensivo. Sarà un grande banco di prova per Glik, Moretti e Maksimovic.

Infine, diciamolo, aiuterebbe anche un briciolo di fortuna una volta tanto, perché di beffe come quella del novembre scorso il Torino è stufo di viverne. Visto che il giorno prima della partitissima sarà il 25 aprile la speranza è che per i granata anche il 26 aprile possa diventare una festa della Liberazione, la liberazione dalla tirannia della Juventus e del
ritorno al successo in un derby.

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