Torino, in una settimana hai cambiato la tua dimensione?

Torino, in una settimana hai cambiato la tua dimensione?

Torino – Napoli 1-0 / Dopo l’impresona di Bilbao, la conferma contro una “big”: mantenere l’equilibrio sì, ma sognare non è vietato

 

Dopo l’impresa storica (non solo per il Torino, ma per tutto il calcio italiano) di Bilbao, il Torino si conferma contro una “grande” del calcio italiano come il Napoli. In barba alle previsioni di chi vedeva i partenopei favoriti, anche perché il giovedì avevano passeggiato contro i turchi del Trabzonspor mentre i granata avevano  giocato una partita molto dura al San Mamès, il Torino ha corso di più e meglio del Napoli, e tenuto il pallino del gioco in mano per i primi 70 minuti del match, cedendo poi a un po’ di stanchezza solo nella parte finale che però non ha impedito di trovare il gol e difenderlo con lucidità.

Il momento del Torino è d’oro: va sottolineato che però sembra non trattarsi di una semplice congiuntura astrale favorevole o di un momento di fiducia generale che alla prima difficoltà può venir meno. Ma di un raggiungimento di un’organizzazione tecnico-tattica frutto del lavoro di tanti mesi di giocatori e staff tecnico, e che è da considerarsi meritevole di credito perché è maturata passando attraverso momenti complicati che sono stati superati attraverso l’unità e la coesione del gruppo.

Il Torino è la quarta miglior difesa del campionato; quando prende gol, risponde facendone un altro; quando passa in vantaggio, riesce a mantenerlo; ha gli stessi punti dell’anno scorso nonostante non ci sia più una coppia gol da 40 reti; è agli ottavi di Europa League ed è in lotta per qualificarsi per quella dell’anno prossimo, visto che con tutta probabilità il sesto posto sarà utile a tal fine.

Certo, è bene che tutte le componenti mantengano il giusto equilibrio perché, si sa, è facile passare dalle stelle alle stalle. Se però anche Ventura ammette apertamente che “il Toro è una squadra matura che può pensare in grande” allora si può ritenere che davvero l’ultima settimana abbia collocato il Torino su un piano diverso rispetto a quello su cui si trovava prima. Sognare non è vietato, anzi, il pubblico granata ne ha il diritto.

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