Torino-Inter 2-2, l’analisi dei gol: su Kondogbia non solo l’errore di Hart

Torino-Inter 2-2, l’analisi dei gol: su Kondogbia non solo l’errore di Hart

Day after / Andiamo a rivedere i gol del match di ieri, cercando di distinguere equamente responsabilità e meriti

Torino-Inter 2-2: partita bellissima, 4 marcature molto diverse, fortunose o ben costruite. Andiamo a vedere insieme come sono nati i 4 momenti che hanno deciso il match dell’Olimpico Grande Torino.

DIFESA, MALE SU KONDOGBIA – Sebbene lo stesso Joe Hart abbia ammesso le proprie responsabilità in occasione dei due gol nerazzurri, bisogna sottolineare come le colpe del portiere inglese non siano isolate, soprattutto in occasione del primo gol: il francese prima si libera troppo facilmente della doppia marcatura sulla linea di fondo, poi calcia in porta con 5 uomini a guardarlo. Tutto troppo facile.

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Poi l’errore di Hart fa il resto, ma è indubbio che a quel tiro Kondogbia non ci sarebbe nemmeno dovuto arrivare.

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MORETTI, SPIZZATA VINCENTE – È una giocata fondamentale la spizzata di Emiliano Moretti sull’angolo di Ljajic che consegna a Baselli il pallone dell’1-1. Con questo tocco a spiazzare la retroguardia nerazzurra il difensore si fa perdonare l’errore in precedenza. Perisic non legge la nuova traiettoria e si addormenta: di lì per il centrocampista di Manerbio mettere in rete è pura formalità.

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ACQUAH, L’ARTE DEL CONTROPIEDE – Tra l’intercetto di Moretti e il tiro di Acquah ci sono 6 passaggi e svariati metri di corsa: i granata orchestrano un contropiede perfetto che toglie ossigeno e lucidità ai nerazzurri. Evidente, anche perché decisivo, il caso di Gagliardini: dopo svariati metri di rincorsa, l’ex Atalanta non legge la situazione e va a raddoppiare Iturbe, lasciando totalmente libero Acquah al limite dell’area. Il paraguaiano, al contrario, è un fulmine a studiare la nuova situazione e a regalare un pallone d’oro al ghanese, che si inventa un gol che fa impazzire l’Olimpico Grande Torino.

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ANSALDI, CHE NUMERO – Tra Inter e Torino la differenza qualitativa c’è, ed è innegabile: a dimostrarlo è il definitivo pareggio dei meneghini, con Ansaldi che con un gran numero salta Iago Falque, rientrato in copertura. Finta con il corpo dentro il campo e poi palla lanciata sull’esterno, a far fuori il marcatore: il cross è buono ma non imprendibile, Hart valuta male.

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Bravo Candreva a trovare il varco giusto con un tiro al volo non banale; meno bene la difesa granata, che non comunica, marcando male e costringendo Molinaro a una diagonale che libererà l’ex Lazio.

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Il punteggio si fissa così sul definitivo 2-2: un risultato probabilmente giusto, dove tra errori e grandi giocate è emerso il divertimento.

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