Torino-Inter, ora il fattore casa deve tornare amico: l’analisi

Torino-Inter, ora il fattore casa deve tornare amico: l’analisi

Approfondimento / Le mura dello stadio Olimpico Grande Torino devono tornare la roccaforte granata

di Redazione Toro News

Di norma affrontare le big del campionato in casa è sempre meglio, ma non è il caso del Toro. Quest’anno i granata sembrano incontrare più difficoltà in casa che fuori, ecco perché allora la sfida all’Inter diventa un test importante per il futuro. «Sono coincidenze, probabilmente si sente la pressione in casa, si vuole spaccare il mondo, come è successo col Parma». Con queste parole Mazzarri nel post Milan-Toro aveva commentato la differenza di rendimento tra le partite casalinghe e quelle lontane dal Grande Torino. Molto simili le sue dichiarazioni nel pre Toro-Empoli: «per la troppa voglia di strafare, spesso si sono commessi errori sui contropiedi avversari». Detto, fatto. Se con l’Empoli andò bene, alla prima occasione importante i granata hanno toppato, perché con la Fiorentina è arrivata una sconfitta figlia di due ripartente viola sulle quali il Toro ha coperto male, esattamente come era successo con il Parma.

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ASPETTO MENTALE – Quello che vuole sottolineare mister Mazzarri è un problema prima di tutto mentale, perché in casa i suoi ragazzi vogliono regalare la vittoria ai propri tifosi e proprio per questa volontà a volte mettono da parte degli equilibri fondamentali per il raggiungimento dei tre punti. Motivazione facilmente individuabile, basta andare a vedere quante volte il tecnico ha chiesto direttamente ai tifosi di incitare la squadra, come se i suoi giocatori patissero i mormorii dovuti agli errori o alla qualità del gioco espressa dal Toro. Un’ansia da prestazione che potrebbe nascere dalla volontà di strappare un applauso in più a discapito degli equilibri o dalla pressione derivante dal perpetuo non raggiungimento dell’obiettivo Europa. Tutti aspetti facilmente risolvibili.

TATTICA – Più complicato sarebbe cambiare l’approccio tattico alle partite casalinghe. Mazzarri dalla sua squadra vuole grande fisicità e cerca prima di tutto di limitare il gioco degli avversari. Un approccio speculativo che, in casa, non può sortire gli stessi effetti di quando applicato lontano dalle mura amiche. Le difficoltà nascono quando ai granata viene lasciata troppa libertà di impostare, perché la manovra è troppo lenta in queste circostanze e manca quell’inventiva sulla trequarti che potrebbe aiutare a scardinare le difese avversarie.

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STATISTICHE IN CALO – Gli anni passati, soprattutto grazie a Ljajic, la qualità non è mai venuta meno ed ecco spiegato perché quest’anno i numeri sono inferiori. Due anni fa le vittorie casalinghe erano state 9, mentre la passata stagione 8. L’andamento è in calo, ma a dover preoccupare, però, non riguarda il numero di vittorie, ma quello di sconfitte (ben 4 quelle dei granata in questa stagione). Quest’anno peggio del Toro hanno fatto solo Udinese (6), Frosinone, Empoli e Chievo Verona (queste ultimi 5). Se l’obiettivo è l’Europa, allora la marcia va invertita da domenica e chissà che quella con l’Inter non possa essere una prima svolta per far tornare il Grande Torino un fortino.

Roberto Ugliono

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