Torino-Inter, parla Simoni: “C’è da battere anche il pronostico”

Torino-Inter, parla Simoni: “C’è da battere anche il pronostico”

Esclusiva TN / Le parole dell’ex giocatore e tecnico granata, oltre che allenatore nerazzurro: “Non penso si possa ambire a molto di più di questa classifica”

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Simoni, partiamo dalla partita di domani: Inter in testa, Toro a metà classifica. La graduatoria rispetta i valori delle due squadre?

Il Torino era partito bene, e dava la speranza anche a me, che sono tifoso granata. In questa fase si è un poco contratto, e non riesce ad esprimere una grande qualità che gli permettano di prendere dei punti. L’Inter ha iniziato questa stagione lasciando a desiderare sul piano della qualità del gioco, ma dando l’impressione di essere una squadra solida con una gran centrocampo, tecnicamente e fisicamente. Ha trovato questi risultati striminziti, ma che mettono in evidenza una squadra con una difesa granitica e un attacco che, seppur non scoppiettante, il golletto lo mette sempre. Per questo motivo vedo i nerazzurri favoriti per la gara di domani.

Che idea ti sei fatto di questa congiuntura negativa di risultati? Episodi, infortuni, mentalità, gioco?

I granata hanno vissuto due periodi non reali. La fase iniziale era fuori dalla logica, probabilmente oltre le capacità della squadra. In questo periodo alcune partite sono andate male, altre danno la sensazione di una squadra, effettivamente, da metà classifica. Il Toro con Ventura ti dà sempre la sensazione di aver trovato una linea importante, ma poi è sempre il Toro che merita la salvezza, ma non penso che possa fare un grande campionato. Un campionato tranquillo è l’orizzonte da seguire.

Simoni, hai vissuto il Torino in doppia veste, calciatore prima e allenatore poi, con l’Inter invece, da allenatore, hai sfiorato lo scudetto. Quale di queste tre esperienze hai amato di più? Quale invece ti ha fatto crescere maggiormente?

L’esperienza più importante è stata quella di calciatore. Ho giocato con Ferrini, Meroni, Rosato. Sono stati tre anni di ottimi campionati, che mi hanno fatto guadagnare la convocazione in Nazionale. Come allenatore in Serie B persi il posto dopo pochi mesi, stavamo facendo male con una buona squadra. Infatti Camolese, che mi subentrò, mise a segno il record di vittorie consecutive e conquistò la promozione

Hai citato Meroni e altri grandi giocatori, con loro hai vissuto gli anni del Filadelfia. Che ne pensi del progetto di ricostruzione?

Spero di potere andare alla partita il giorno dell’inaugurazione del nuovo Fila. Per noi era il campo d’allenamento, dei ricordi. Era lasciato andare dal punto di vista della manutenzione, però era un campo dove noi entravamo e subito ci sentivamo addosso qualcosa del passato. Era una gioia e una responsabilità. Era bellissimo.

Cosa fa Gigi Simoni oggi?

Sono presidente della Cremonese, dopo il calciatore e l’allenatore completo mazzo delle possibilità (ride). E’ un ruolo che faccio volentieri, ma non mi sento a tutti gli effetti un vero e proprio presidente. Mi è rimasto il gusto del gioco e del lavoro sul campo.

4 commenti

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  1. fabrizio - 1 anno fa

    ma ha centrato l’obbiettivo…

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    1. uassing - 1 anno fa

      Quale?

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      1. fabrizio - 1 anno fa

        il campionato tranquillo…

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  2. uassing - 1 anno fa

    Mediocre giocatore, mediocre allenatore e mediocre anche nelle interviste.

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