Torino-Juventus, è il derby di Davide e Golia: non sempre ha la meglio il più forte

Torino-Juventus, è il derby di Davide e Golia: non sempre ha la meglio il più forte

Verso Torino-Juventus / Come nel famoso racconto biblico, anche i granata possono ambire a sconfiggere i loro solo apparentemente invincibili rivali

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Il Toro si avvicina all’ennesimo derby il cui pronostico propende a favore della Juventus. Un dato di fatto che per molto tempo non ha rappresentato un problema per la formazione granata, capace di superare la Vecchia Signora in molte occasioni della sua storia, anche quando le speranze di successo erano ridotte all’osso.

DUE REALTÀ AGLI ANTIPODI – Nell’ultimo ventennio, però, le cose sono cambiate: l’ultimo trionfo dei granata in una stracittadina risale addirittura al ’95, un lungo intervallo temporale in cui la squadra ha più volte palesato – e lo dimostrano i numeri – una sorta di “sudditanza psicologica” al cospetto dei propri storici e più acerrimi rivali. Che la Juventus possieda un tasso tecnico generale superiore è indubbio. Tuttavia, questa non è assolutamente una novità: nel Derby della Mole i bianconeri rappresentano da sempre la ragione, la scelta più facile e apparentemente conveniente. Dall’altra parte, invece, abbiamo il Toro: un raro connubio di passione, lealtà e devozione in nome di un ideale ancor più nobile e romantico della mera aspirazione al successo.

COME DAVIDE CONTRO GOLIA – Ed è proprio da di tali valori insiti nel proprio DNA che il Torino deve attingere per tornare a far male alla Vecchia Signora. Esattamente come fece il “debole” Davide contro l'”imbattibile” Golia nel racconto della Bibbia, i granata possono quindi sovvertire i calcoli imposti dalla ragione, quella ragione che il Toro non ha mai amato. 

TORNARE A VINCERE É POSSIBILE ORA – In fondo, la prestazione disputata all’andata è stata, almeno in parte, la dimostrazione di quanto appena affermato: la Juventus ha vinto ancora una volta, vero, ma ha dimostrato di temere, esattamente come un tempo, l’indole e lo spirito della squadra granata. Per quale ragione? Semplicemente perché non può razionalmente comprenderli e perché sa perfettamente che se il Toro tornasse ad affrontare la stracittadina con la stessa convinzione ed “incoscienza” di un ventennio fa, neanche una rosa qualitativamente superiore le permetterebbe di dormire sonni tranquilli.                                 

Ora che i tempi non son più bui, il Toro può e deve ricordarsi di cosa è stato capace in passato: i più forti non hanno sempre la meglio, anzi. 

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