Torino – Juventus la decide Darmian: il supereroe della normalità

Torino – Juventus la decide Darmian: il supereroe della normalità

Torino – Juventus 2-1 / L’esterno granata è diventato un top player in grado di decidere le partite: l’incarnazione del “se vogliamo possiamo” di venturiana memoria

Il derby regala l’immagine di un Matteo Darmian sempre più decisivo. Con un gol e un assist il terzino classe 1989 ha fatto pendere la bilancia dalla parte del Toro contro la Juventus: gran parte del merito del tabù sfatato è suo. Come un fantasista o un attaccante, Matteo da Rescaldina è diventato un top player in grado di decidere una partita.

INTELLIGENZA TATTICA – Darmian è diventato un supereroe dei tifosi per l’apporto straordinario che dà alla squadra, non certo solo ieri. Una chiara conseguenza per un giocatore dal rendimento eccezionale, per uno che è già assurto, agli occhi del pubblico granata, al titolo di “Sua Maestà” dopo la rete che ha fissato il risultato sul 2-3 al San Mamès di Bilbao. Ma questo Darmian è un supereroe della normalità. Non ha lo strapotere fisico di un Maicon, non ha la qualità di un Marcelo, non ha la velocità di un Cafù; è un giocatore completo ma senza nessuna dote davvero fenomenale se non la grandissima intelligenza tattica, che gli permette di comprendere parecchio tempo prima degli altri lo sviluppo del gioco. E così, al momento giusto, unico tra i compagni, segue dall’altra parte del campo Quagliarella che tiene in gioco la palla, la gestisce e lo serve. Sbaglia il controllo, ma continua a credere di poter arrivare sulla palla e batte Buffon di controbalzo segnando il gol numero 2000 per il Toro in Serie A. Al momento giusto, si sovrappone ad El Kaddouri per creare la superiorità numerica e mettere in mezzo il cross vincente, quasi per ricambiare il favore all’attaccante napoletano.

IL DURO LAVORO – Un maestro nell’interpretazione tattica del ruolo, un uomo umile che è arrivato ai massimi livelli senza regali da parte di nessuno ma solo lavorando duro, un giocatore dalla formidabile abnegazione che è l’incarnazione del credo del suo mentore, Giampiero Ventura: “Se vogliamo, possiamo”. Ormai Darmian è il pupillo di tutto il pubblico granata, che auspica che il presidente faccia di tutto per poterlo trattenere. E’ chiaro che però stiamo parlando di un giocatore pronto per un eventuale salto di qualità, e il rischio di una sua partenza a fine anno c’è. Prima di pensare al futuro, però, c’è un’ennesima sfida, un ennesimo traguardo da provare a conquistare con il Toro: sempre con la fiducia nel proprio lavoro e la convinzione che il meglio debba ancora arrivare.

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